“ … Il mio viaggio è dunque un
pellegrinaggio, in spirito di umile gratitudine e speranza, alle origini
della nostra storia religiosa. È un tributo alle tre tradizioni religiose
che coesistono in questa terra. Attendevo da lungo tempo di incontrare i
fedeli delle comunità cattoliche nella loro ricca varietà e i membri delle
varie Chiese e comunità cristiane presenti in Terra Santa. Prego
affinché la mia visita contribuisca ad accrescere il dialogo interreligioso
che porterà gli Ebrei, i Cristiani e i Musulmani a individuare nelle
rispettive credenze e nella fraternità universale che unisce tutti i membri
della famiglia umana, la motivazione e la perseveranza per operare a favore
di quella pace e di quella giustizia che i popoli della Terra Santa non
possiedono ancora e alle quali anelano tanto profondamente. Il
salmista ci ricorda che la pace è un dono di Dio: “Ascolterò che cosa dice
Dio, il Signore: egli annunzia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con tutto il cuore” (Sal 85, 8). Che la
pace sia il dono di Dio alla terra che Egli scelse come propria! Shalom”
(Dal discorso di GIOVANNI PAOLO II all’arrivo all’aereoporto “Ben
Gurion” di Tel Aviv - Martedì, 21 Marzo 2000).
L’itinerario che vi proponiamo è articolato
in modo da giungere all’aereoporto di Tel Aviv (pare che sia l’unico ad
ospitare voli internazionali) e quindi avere come base di riferimento le
città di Nazareth e Gerusalemme in cui alloggiare; da qui, con escursioni
mirate, è prevista la visita dei luoghi circostanti secondo lo schema
giornaliero di seguito riportato. Quello che qui vi indichiamo è un
possibile itinerario di viaggio che abbiamo vissuto in occasione della
nostra visita in Terra Santa: