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Oasi di Pace

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Su vostre segnalazioni vi proponiamo un modello di convivenza derivato da una
esperienza pratica vissuta giorno per giorno tra Israeliani e Arabi che vivono
in Israele. Quello che vi riportiamo lo abbiamo desunto dal
sito ufficiale dell'associazione
Neve Shalom / Wahat al-Salam.
“Nevé Shalom – Wahat as-Salam“ - "Oasi di Pace" in
Ebraico e Arabo - é un villaggio creato congiuntamente per Ebrei e Arabi
palestinesi, tutti cittadini di Israele. I membri del villaggio sono
impegnati nel lavoro di educazione per la pace, l’uguaglianza e la
comprensione fra le due popolazioni. Situato su una collina ai bordi della
valle di Ayalon, ad una uguale distanza da (30 Km) da Gerusalemme, da Tel
Aviv-Jaffa, il villaggio comprende oggi 50 famiglie. … Dopo anni di duro
lavoro, le prime famiglie arabe ed ebree sono venute ad abitarci a partire
dal 1977. Esse hanno scelto di vivere insieme nell’uguaglianza e
nell’amicizia, coscienti che le loro differenze, lontane dalle cause del
conflitto, potevano essere, al contrario, una risorsa di arricchimento. |
I membri di NS/WAS volevano dimostrare così la possibilità di
coesistenza e costruzione di una comunità sociale, culturale, e politica,
fondata sulla reciproca accettazione, il rispetto e la cooperazione durante la
vita di tutti i giorni – rimanendo, ogni persona, fedele alla propria identità
nazionale, culturale e religiosa. … La vita quotidiana della comunità é
organizzata su una base democratica. Un segretario, e una commissione sono
eletti tutti gli anni e tutti i suoi membri partecipano ad una regolare
assemblea dove le questioni riguardanti la comunità sono discusse e decise in
tale ambito. NS/WAS é indipendente da tutte le autorità esterne e non é
affiliato ad alcun partito politico. Ogni famiglia vive nella propria casa,
educando i propri figli secondo i propri costumi e le proprie credenzeze.
Lezione appresa per strada per la risoluzione del conflitto
fra Ebrei e Palestinesi
Presentazione del Meeting Annuale in
Bendorf, con gli Amici Tedeschi di Nevé Shalom / Wahat as-Salam, Ottobre 1998
“Le lezioni che ho imparato sono le seguenti:
La
questione Palestinese é stata e rimane, il cuore di ogni guerra combattuta fra
Israele e le nazioni Arabe. Non ci sarà una soluzione del conflitto, o pace nel
Medio Oriente fino a quando una forte e giusta soluzione a questo problema sarà
trovata.
Risoluzioni
basate sull’uso della forza non porteranno stabilità. La realtà di oggi é una,
cioè di latente instabilità, con costanti minacce e scontri.
E’
certo che il conflitto non persisterà per altri cinquanta anni nello stesso modo
con cui é andato avanti fino ad ora: questo fino a quando una guerra futura non
porterà conseguenza disastrose.
La
forza militare Israeliana e l’azione di una bomba nucleare non é un deterrente
per lo scoppio della violenza entro i Palestinesi.
I
Palestinesi hanno provato che malgrado la loro debolezza militare, essi
rimangono sempre un fattore destabilizzante finché i loro problemi sono
indirizzati in questo senso.
Malgrado
l’esilio della maggioranza dei Palestinesi nel 1948, l’equilibrio della
popolazione fra Ebrei e Palestinesi dentro lo stesso territorio (inclusa Gaza,
West Bank) si avvicina ad un numero uguale.
La
Diaspora Palestinese non significa solamente l’abbandono e la domanda di ritorno
in Palestina.
Una
soluzione basata sulla ripartizione sembra così impossibile oggi, quanto lo era
nel 1947. Per molti Palestinesi la Striscia di Gaza, West Bank e est di
Gerusalemme, sono il minimo del territorio che potrebbero accettare. Gli
Israeliani, dall’altro lato, chiedono una continua espansione degli
insediamenti, e insistono sul fatto che gli insediamenti non andranno mai sotto
il controllo dell’Autorità Palestinese. Inoltre, é evidente che nessun governo
Israeliano toglierà gli insediamenti.
Credo che oggi sia un imperativo lavorare insieme attraverso
una risoluzione informata del conflitto da tutti i punti di vista. Il pericolo é
così grande che tutti sperano dipendere dal riconoscere la nostra coesistenza,
per vincere le ostilità, pregiudizi e disuguaglianze, e adottare un approccio
maggiormente costruttivo alla presente situazione.
Il processo di Oslo ci ha insegnato che gli sforzi per una
reale pace non possono rivolgersi solamente in una arena politica, poiché non
puó essere portato avanti tale processo se si é stimato che il sentimento
popolare vada contro ad ulteriori concessioni. É anche opportuno provvedere ad
una solida base educativa e sociale per avere un processo politico attraverso un
diligente lavoro verso un cambiamento della coscienza ala radice.
Sará necessario vivere insieme all’altra parte, e
prendere confidenza con i loro bisogni e le loro posizioni, piuttosto che
pretendere che sia possibile dettare soluzioni basate solo su una propria
prospettiva. In una comunitá che si sta costruendo, il suo successo dipenderá
dallo sforzo di ognuno di essi di avvicinarsi all’altra posizione. Molti degli
ostacoli che si trovano sulla strada della coesistenza, possono essere tracciati
dalle negative condizioni che si ricevono dai pregiudizi e dalle distorsioni
all’interno di noi attraverso genitori e insegnanti. L’unica speranza di
superare questi ostacoli é di stabilire un sistema educativo che sforzerà a
capire le nostre culture e radici culturali, senza denigrare l’identità
nazionale delle altre persone.
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Il nostro sistema educativo deve rompere i muri
dell’ignoranza creando una vera società bilingue, dato che se un gruppo é
privato della possibilità di accesso alla risorsa linguistica dell’altro,
c’é una sottovalutazione dell’altra cultura. Sentire l’altra lingua, produce
frustrazione e profondo sospetto. I Palestinesi imparano l’Ebraico come la
lingua maggiore in Israele. É tempo che gli Ebrei imparino l’Arabo nello
stesso modo.”
L’organizzazione del villaggio comprende un
sistema educativo binazionele per bambini, un luogo per l’incontro fra i
due popoli
"La Scuola per la Pace", un centro spirituale pluralista,
"Doumia-Sakinah", ed un
Hotel.
NSWAS accetta un numero ridotto di volontari da
ogni località. Le informazioni riguardo questa possibilità si trovano
all’indirizzo: http://nswas.org/rubrique116.html |
Per chi volesse contattare l'associazione i recapiti sono i
seguenti
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in Italia
Sede operativa
Corso di Porta Romana 131, 20122 Milano
Tel: 39 02 2664699
Fax: 39 02 2664699
Tel Rosita Poloni (Portavoce): 347 7343461
Tel Benedetto Scalabrini (Vice Portavoce): 348 5425638
Sito internet:
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E-mail: it@nswas.org, nswas@fastwebnet.it
Sede legale
Via Buschi 19, 20131 Milano |
In Israele
Neve Shalom/Wahat al-Salam
Doar Na Shimshon - 99761, Israel
Uff. pubbliche relazioni:
Tel: 00972 2 9915621;
Fax: 00972 2 9911072
E-mail: (pubbliche relazioni): pr@nswas.org
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