Modello di convivenza

 

Siete in: Home page > Italiano > Terra Santa > Un modello di convivenza

       Frank Sinatra - I've got you under my skin

Oasi di Pace

Oasi di Pace

 

Logo dell'associazione NSWAS

Su vostre segnalazioni vi proponiamo un modello di convivenza derivato da una esperienza pratica vissuta giorno per giorno tra Israeliani e Arabi che vivono in Israele. Quello che vi riportiamo lo abbiamo desunto dal sito ufficiale dell'associazione Neve Shalom / Wahat al-Salam.

“Nevé Shalom – Wahat as-Salam“ - "Oasi di Pace" in Ebraico e Arabo - é un villaggio creato congiuntamente per Ebrei e Arabi palestinesi, tutti cittadini di Israele. I membri del villaggio sono impegnati nel lavoro di educazione per la pace, l’uguaglianza e la comprensione fra le due popolazioni. Situato su una collina ai bordi della valle di Ayalon, ad una uguale distanza da (30 Km) da Gerusalemme, da Tel Aviv-Jaffa, il villaggio comprende oggi 50 famiglie. … Dopo anni di duro lavoro, le prime famiglie arabe ed ebree sono venute ad abitarci a partire dal 1977. Esse hanno scelto di vivere insieme nell’uguaglianza e nell’amicizia, coscienti che le loro differenze, lontane dalle cause del conflitto, potevano essere, al contrario, una risorsa di arricchimento.

I membri di NS/WAS volevano dimostrare così la possibilità di coesistenza e costruzione di una comunità sociale, culturale, e politica, fondata sulla reciproca accettazione, il rispetto e la cooperazione durante la vita di tutti i giorni – rimanendo, ogni persona, fedele alla propria identità nazionale, culturale e religiosa. … La vita quotidiana della comunità é organizzata su una base democratica. Un segretario, e una commissione sono eletti tutti gli anni e tutti i suoi membri partecipano ad una regolare assemblea dove le questioni riguardanti la comunità sono discusse e decise in tale ambito. NS/WAS é indipendente da tutte le autorità esterne e non é affiliato ad alcun partito politico. Ogni famiglia vive nella propria casa, educando i propri figli secondo i propri costumi e le proprie credenzeze.

 

Lezione appresa per strada per la risoluzione del conflitto fra Ebrei e Palestinesi

Presentazione del Meeting Annuale in Bendorf, con gli Amici Tedeschi di Nevé Shalom / Wahat as-Salam, Ottobre 1998

“Le lezioni che ho imparato sono le seguenti:
- La questione Palestinese é stata e rimane, il cuore di ogni guerra combattuta fra Israele e le nazioni Arabe. Non ci sarà una soluzione del conflitto, o pace nel Medio Oriente fino a quando una forte e giusta soluzione a questo problema sarà trovata.
- Risoluzioni basate sull’uso della forza non porteranno stabilità. La realtà di oggi é una, cioè di latente instabilità, con costanti minacce e scontri.
- E’ certo che il conflitto non persisterà per altri cinquanta anni nello stesso modo con cui é andato avanti fino ad ora: questo fino a quando una guerra futura non porterà conseguenza disastrose.
- La forza militare Israeliana e l’azione di una bomba nucleare non é un deterrente per lo scoppio della violenza entro i Palestinesi.
- I Palestinesi hanno provato che malgrado la loro debolezza militare, essi rimangono sempre un fattore destabilizzante finché i loro problemi sono indirizzati in questo senso.
- Malgrado l’esilio della maggioranza dei Palestinesi nel 1948, l’equilibrio della popolazione fra Ebrei e Palestinesi dentro lo stesso territorio (inclusa Gaza, West Bank) si avvicina ad un numero uguale.
- La Diaspora Palestinese non significa solamente l’abbandono e la domanda di ritorno in Palestina.
- Una soluzione basata sulla ripartizione sembra così impossibile oggi, quanto lo era nel 1947. Per molti Palestinesi la Striscia di Gaza, West Bank e est di Gerusalemme, sono il minimo del territorio che potrebbero accettare. Gli Israeliani, dall’altro lato, chiedono una continua espansione degli insediamenti, e insistono sul fatto che gli insediamenti non andranno mai sotto il controllo dell’Autorità Palestinese. Inoltre, é evidente che nessun governo Israeliano toglierà gli insediamenti.

- La lotta Palestinese dentro Israele per il riconoscimento come gruppo nazionale, si complica dal fatto che molti degli Ebrei continuano a vedere la minoranza Palestinese, come una potenziale minaccia e motivo di pericolo, dovuta alla loro naturale simpatia con la causa del loro popolo. La nostra lotta per l’uguaglianza é vista come una minaccia allo Stato Ebraico.
- In una così piccola terra, é necessario per motivi ecologici, proteggere l’ambiente e il proprio territorio con una corretta gestione delle risorse naturali ( specialmente l’acqua) trovando una soluzione cooperativa fra Palestinesi ed Ebrei al fine di risolvere questo problema.
- Economicamente le due popolazioni sono, e rimangono, mutuamente interconnesse e interdipendenti.

Vita nel villaggio

Credo che oggi sia un imperativo lavorare insieme attraverso una risoluzione informata del conflitto da tutti i punti di vista. Il pericolo é così grande che tutti sperano dipendere dal riconoscere la nostra coesistenza, per vincere le ostilità, pregiudizi e disuguaglianze, e adottare un approccio maggiormente costruttivo alla presente situazione.

Il processo di Oslo ci ha insegnato che gli sforzi per una reale pace non possono rivolgersi solamente in una arena politica, poiché non puó essere portato avanti tale processo se si é stimato che il sentimento popolare vada contro ad ulteriori concessioni. É anche opportuno provvedere ad una solida base educativa e sociale per avere un processo politico attraverso un diligente lavoro verso un cambiamento della coscienza ala radice.

Sará necessario vivere insieme all’altra parte, e prendere confidenza con i loro bisogni e le loro posizioni, piuttosto che pretendere che sia possibile dettare soluzioni basate solo su una propria prospettiva. In una comunitá che si sta costruendo, il suo successo dipenderá dallo sforzo di ognuno di essi di avvicinarsi all’altra posizione. Molti degli ostacoli che si trovano sulla strada della coesistenza, possono essere tracciati dalle negative condizioni che si ricevono dai pregiudizi e dalle distorsioni all’interno di noi attraverso genitori e insegnanti. L’unica speranza di superare questi ostacoli é di stabilire un sistema educativo che sforzerà a capire le nostre culture e radici culturali, senza denigrare l’identità nazionale delle altre persone.

Il sito del villaggio

Il nostro sistema educativo deve rompere i muri dell’ignoranza creando una vera società bilingue, dato che se un gruppo é privato della possibilità di accesso alla risorsa linguistica dell’altro, c’é una sottovalutazione dell’altra cultura. Sentire l’altra lingua, produce frustrazione e profondo sospetto. I Palestinesi imparano l’Ebraico come la lingua maggiore in Israele. É tempo che gli Ebrei imparino l’Arabo nello stesso modo.”

L’organizzazione del villaggio comprende un sistema educativo binazionele per bambini, un luogo per l’incontro fra i due popoli "La Scuola per la Pace", un centro spirituale pluralista, "Doumia-Sakinah", ed un Hotel.

NSWAS accetta un numero ridotto di volontari da ogni località. Le informazioni riguardo questa possibilità si trovano all’indirizzo: http://nswas.org/rubrique116.html

Per chi volesse contattare l'associazione i recapiti sono i seguenti

in Italia

Sede operativa
Corso di Porta Romana 131, 20122 Milano
Tel: 39 02 2664699
Fax: 39 02 2664699

Tel Rosita Poloni (Portavoce): 347 7343461
Tel Benedetto Scalabrini (Vice Portavoce): 348 5425638

Sito internet: http://www.oasidipace.org

E-mail: it@nswas.org, nswas@fastwebnet.it

Sede legale
Via Buschi 19, 20131 Milano

In Israele

Neve Shalom/Wahat al-Salam
Doar Na Shimshon - 99761, Israel

Uff. pubbliche relazioni:
Tel: 00972 2 9915621;
Fax: 00972 2 9911072
E-mail: (pubbliche relazioni): pr@nswas.org

Foresteria:
Fax: 00972 2 9917412

Sito internet : http://www.nswas.com

:Volontariato a NSWAS

 

Home ] Su ]

Per ulteriori informazioni inviateci una mail:

 

For additional information please email us: