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Come
nasce la disputa tra Israeliani e Palestinesi?
Come abbiamo visto, la nascita dello stato
Israeliano e di quello Palestinese, viene sancito dalla
Risoluzione 181
dell’Organizzazione Generale delle Nazioni Unite; con questa risoluzione fu
definito un piano atto a superare le dispute fra Israeliani e Palestinesi
già esplose conflittualmente nel corso del mandato britannico di controllo
della Palestina (tale mandato risaliva alla fine della Prima Guerra
Mondiale). In questo piano si proponeva la ripartizione del territorio
palestinese fra due stati di futura istituzione, ebraico ed arabo, con
Gerusalemme sotto controllo internazionale. La sua attuazione sarebbe stata
avviata contestualmente al ritiro britannico nel momento in cui si fosse
esaurito iI suo mandato sulla Palestina previsto per il 1948; tutto fu
anticipato di un anno, cioè a febbraio del 1947 a causa dei ripetuti
attentati terroristici Israeliani dentro e fuori della Palestina. In
conseguenza della rimessa del mandato britannico nelle mani dell’ONU, nel
maggio del 1947 fu istituita una commissione,
l'UNSCOP, formata da undici stati nessuno
dei quali era una potenza vincitrice della seconda guerra mondiale
(Australia, Canada, Guatemala, India, Iran, Paesi Bassi, Perù, Svezia,
Cecoslovacchia, Uruguay, Jugoslavia). |
“L'UNSCOP considerò due opzioni. La prima era la creazione di uno Stato ebraico
e di uno Stato arabo indipendenti, con la città di Gerusalemme posta sotto
controllo internazionale (sulla falsariga del piano di spartizione proposto nel
1937 dalla Commissione Peel). La seconda consisteva nella creazione di un unico
Stato, di tipo federale, che avrebbe compreso sia uno Stato ebraico, sia uno
Stato arabo (sulla falsariga di quanto prevedeva il Libro Bianco del Mandato
Britannico scritto nel 1939).
Nella sua relazione l'UNSCOP, si chiese come accontentare entrambe le fazioni,
giungendo alla conclusione che era "manifestamente impossibile", in quanto le
posizioni di entrambi i gruppi erano incompatibili, ma che era anche
"indifendibile" accettare di appoggiare solo una delle due posizioni:
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Inglese
« But
the Committee also realized that the crux of the Palestine problem is to be
found in the fact that two sizeable groups, an Arab population of over
1,200,000 and a Jewish population of over 600,000, with intense nationalist
aspirations, are diffused throughout a country that is arid, limited in
area, and poor in all essential resources. It was relatively easy to
conclude, therefore, that since both groups steadfastly maintain their
claims, it is manifestly impossible, in the circumstances, to satisfy fully
the claims of both groups, while it is indefensible to accept the full
claims of one at the expense of the other. » |
Italiano
« Ma la commissione ha anche realizzato che il punto cruciale
della questione palestinese deve essere individuato nel fatto che due
considerevoli gruppi, una popolazione araba con oltre 1.200.000 abitanti e
una popolazione ebraica con oltre 600.000 abitanti con un'intensa
aspirazione nazionale, sono diffusi su un territorio che è arido, limitato,
e povero di tutte le risorse essenziali. È stato pertanto relativamente
facile concludere che finché entrambi i gruppi rimarranno sulle loro
posizioni è manifestamente impossibile in queste circostanze soddisfare
interamente le richieste di entrambi, mentre è indifendibile accettare la
totalità delle richieste di un gruppo a scapito dell'altro. » |
(United Nations Special Committee
on Palestine, Recommendations to the General Assembly, A/364, 3 September 1947.)
L'UNSCOP raccomandò anche che la Gran Bretagna cessasse il prima possibile il
suo controllo sulla zona, sia per cercare di ridurre gli scontri tra la
popolazione di entrambe le etnie e le forze britanniche, sia per cercare di
porre fine alle numerose azioni terroristiche portate avanti dai gruppi ebraici.
A maggioranza (sette voti favorevoli: Canada, Cecoslovacchia, Guatemala, Olanda,
Perù, Svezia, Uruguay), l'UNSCOP adottò la prima opzione, benché vari membri
(tre voti: India, Iran, Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia) si fossero
pronunciati in favore della seconda soluzione; l'Australia non scelse alcuna
delle due opzioni. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite accettò a larga
maggioranza la proposta dell'UNSCOP, ma apportò alcune modifiche alla linea di
confine che avrebbe separato i due istituendi Stati.” (1)
Mi pare di poter osservare che la soluzione raggiunta dalla maggioranza dei
paesi costituendi l'UNSCOP sia molto dettata dal fatto che i due contendenti si
trovassero su posizioni inconciliabili per cui tale scelta, che potremmo
definire di “separati ognuno a casa propria”, parve alla commissione la
soluzione più opportuna rispetto alla seconda che potrebbe suonare come
“separati in casa”. Al di là delle
formule di definizione e delle battute possiamo solo registrare un fatto:
“L’INCAPACITA’ DI ENTRAMBE LE FAZIONI A SUPERARE LE DIVERGENZE E A METTERSI
INSIEME PER COSTITUIRE UN FRONTE COMUNE: UN UNICO STATO SEPPURE FEDERALE”. Probabilmente
nessuno calcolò ne quanto ci avrebbero guadagnato a mettersi insieme ne che un
unico stato avrebbe potuto garantire ad entrambe le parti l’ottenimento di uno
sviluppo maggiore (non escludo che qualcuno ritenesse di essere più bravo e più
furbo dell’altro e quindi in grado di sopraffarlo secondo la vecchia visione
“mors tua vita mea”!!).
Guardando infatti la cartina di ripartizione dei territori secondo quel piano,
possiamo solo notare che i due popoli erano già “nella stessa casa” e che
convivevano da secoli negli stessi luoghi (si veda la figura che riporta la
ripartizione dei territori un poco più avanti) ancor prima di definire un piano di nascita di due
stati diversi. Sembra quindi che siano stati succubi delle loro stesse paure e
dei propri interessi di parte anche a prescindere dalla presenza di due
popolazioni sullo stesso territorio.
Diamo un’occhiata alla tabella che qui riportiamo e che fornisce la dimensione
della distribuzione delle persone per ogni zona ipotizzata dal piano:
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Territorio |
Popolazione araba |
% Arabi |
Popolazione ebraica |
% Ebrei |
Popolazione Totale |
|
Stato Arabo |
725.000 |
99% |
10.000 |
1% |
735.000 |
|
Stato Ebraico |
407.000 |
45% |
498.000 |
55% |
905.000 |
|
Zona Internazionale |
105.000 |
51% |
100.000 |
49% |
205.000 |
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Totale |
1.237.000 |
67% |
608.000 |
33% |
1.845.000 |
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Fonte: Rapporto UNSCOP – 1947 (1) |
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Se poi confrontiamo la mappa degli
insediamenti israeliani dell’epoca (vedi figura a lato) con quella della
ripartizione dei territori vista in precedenza e la rapportiamo alla
distribuzione della popolazione, la cosa è ancor più evidente!
Nella relazione dell'UNSCOP, infatti,
prendendo in considerazione la futura situazione economica dei due stati da
costituire (si veda “United Nations Special Committee on Palestine,
Recommendations to the General Assembly, A/364, 3 September 1947 - PART I.
Plan of partition with economic union justification”), la commissione
indicava una possibile direzione comune da seguire e cioè l’istituzione di
una moneta comune ed una rete infrastrutturale (strade, ferrovie ecc.) che
si estendesse per tutta la Palestina a prescindere dalle attribuzioni
territoriali ai due stati. Insomma, per farla breve, la commissione indicava
nell’unione la strada da perseguire ma, a tale opportunità, seguirono invece
reazioni del tutto avverse.
Infatti: gli arabi lamentarono
-
La definizione dei limiti territoriali a
loro avviso ingiusta
-
Che lo Stato arabo non avrebbe avuto
sbocchi ne sul Mar Rosso ne sul Lago di Galilea (principale risorsa idrica
della zona vitale per l’agricoltura)
-
Che avevano ricevuto solo un terzo della
costa mediterranea
-
Che agli Israeliani (la minoranza) veniva
attribuito la maggior parte del territorio.
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Dal canto loro gli Israeliani, anche divisi al loro interno e condizionati dalla
destra più intransigente, obiettarono che “La divisione della Palestina era
illegale. Non sarà mai riconosciuta. La Grande Israele sarà ristabilita per il
popolo di Israele. Tutta. E per sempre”.
ll rifiuto del piano UNSCOP da parte dei due contendenti, come pure il
deterioramento delle relazioni fra ebrei e arabi in Palestina, condusse alla
guerra arabo-israeliana del 1948-1949. Da qui prese il via un’escalation sempre
più cruenta, come c’era da aspettarsi, che ancora oggi non lascia sonni
tranquilli ne a ognuna delle due parti ne al mondo intero che teme un
allargamento della contesa tanto all’area del Medio-Oriente quanto a livello
planetario.

(1) tratto da Wikipedia
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