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La strage di Piazza della Loggia a Brescia

La strage di Piazza della Loggia a Brescia

Il 28 maggio 1974 nella centrale Piazza della Loggia di Brescia, avviene una strage. Muoiono otto persone e ne vengono ferite novantaquattro. Una bomba nascosta in un cestino dei rifiuti viene fatta esplodere nel corso di una manifestazione, contro il terrorismo, indetta dai sindacati e dal locale Comitato Antifascista. I sospetti si indirizzano subito verso la pista del terrorismo nero e vengono arrestati esponenti dell’estrema destra bresciana. E tuttavia l’epilogo della prima istruttoria non rende giustizia alle vittime come spesso è accaduto per i processi di strage; infatti, qualche anno dopo, nell’aprile del 1981, Ermanno Buzzi che era in attesa del processo d’appello, viene ucciso da Concutelli e Tuti e nei due gradi successivi di procedimento tutti gli imputati vengono dichiarati innocenti ed assolti dalle imputazioni loro ascritte. Nel contempo, siamo nel 1984, a seguito di dichiarazioni di pentiti, vengono fatti ulteriori arresti sempre nell’area della destra oltranzista bresciana e questi altri processi si protrarranno fino alla fine degli anni ottanta, anche qui, con assoluzione di tutti gli imputati per insufficienza di prove e con formula piena.Nel corso delle due istruttorie diviene palese il coinvolgimento dei servizi deviati dello stato suffragato da alcune considerazioni:

  1. Due ore dopo l’esplosione, ai vigili del fuoco accorsi sul luogo della strage, arriva l’ordine (non si sa bene da chi) di utilizzare le autopompe per ripulire il posto “spazzando via indizi, reperti e tracce di esplosivo prima che alcun magistrato o perito potesse effettuare alcun sopralluogo o rilievo” (1)
  2. Scompaiono misteriosamente i “reperti prelevati in ospedale dai corpi dei feriti e dei cadaveri, anch'essi di fondamentale importanza ai fini dell'indagine” (1)
  3. “Gli oscuri intralci di provenienza istituzionale manifestatisi anche durante il secondo troncone d'indagine verranno definiti dal giudice istruttore Zorzi quale ulteriore ‘riprova, se mai ve ne fosse bisogno, dell'esistenza e costante operatività di una rete di protezione pronta a scattare in qualunque momento e in qualunque luogo’". (1)

“Una terza istruttoria è tuttora pendente presso la Procura di Brescia. Il 19 maggio 2005 la Corte di Cassazione ha confermato la richiesta di arresto per Delfo Zorzi (oggi cittadino giapponese, non estradabile, con il nome di Hagen Roi) per il coinvolgimento nella strage di Piazza della Loggia.

Il 15 maggio 2008 sono stati rinviati a giudizio i sei imputati principali: Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino, Giovanni Maifredi.[4] I rinviati a giudizio Zorzi, Maggi e Tramonte erano all'epoca militanti di spicco di Ordine Nuovo.” (1)

 

La cosa sconcertante, anche qui, è l’incredibile costante faccia di bronzo che si cela dietro l’omertà di quanti dovrebbero invece avere il coraggio di dire quello che sanno soprattutto a distanza di tanti anni; il senso di giustizia verso le vittime ed i loro familiari lo richiede. La storia non si ferma con la sua analisi agli esiti giudiziari “ne a condividerne i giudizi: una sentenza implica solo che si é colpevoli o innocenti di fronte ai tribunali dello Stato, ma il tribunale della Storia non è tenuto ad omologare quelle sentenze. In sede storica la decisione dei tribunali è stata spesso un buon viatico per la tesi opposta.

 La strage di Piazza della Loggia a Brescia                     La strage di Piazza della Loggia a Brescia

La scarsità di opere storiche, costruite con il necessario rigore scientifico, ha lasciato il campo a una serie di lavori legati al dibattito politico contingente, con i risultati che è facile immaginare: tesi precostituite, scarsa attenzione, notevoli approssimazioni, ecc. … Ci sono dei momenti della vita che assomigliano alla propria anima, oggi questi momenti coincidono con le persone che sono qui, e spero proprio che siano parole concrete quelle che ho letto qualche giorno fa, erano scritte su una lapide in un parco con alcuni cipressi…esse dicevano: “ l’utopia dei deboli è la paura dei forti” (2)

Ma allora: è proprio vero che per far saltar fuori la verità occorre che ci si organizzi in modo consono? Non dovrebbe essere una cosa normale? È proprio vero che siamo il paese dei Pulcinella (con tutto il rispetto per Pulcinella!)? Se si deve lottare per far emergere la verità … “Vuol dire che c'è una ferita nelle regole della democrazia, nel nostro Paese, talmente profonda che non può essere rimarginata con l'oblio, la rimozione. Vuol dire che c'è una ferita nel concetto di libertà." (2).

 La strage di Piazza della Loggia a Brescia

 

(1) Tratto da wikipedia il 14/12/2009

(2) Tratto da La Strage di Piazza della Loggia - "Associazione dei caduti di Piazza della Loggia - Brescia 28 maggio 1974"

 

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