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     Simon and Garfunkel - Wednesday morning 3 a.m.

Che cos’è la Pace e in quali condizioni si realizza

Il CND è nato nel 1958, creata da un artista e designer britannico, Gerald Holtom, come simbolo della Campagna per il Disarmo Nucleare per diventare poi simbolo dell'antimilitarismo negli anni '60. Rappresenta la sovrapposizione delle lettere N e D (Nuclear Disarmament) del codice nautico delle segnalazioni con le bandiere a mano

Qualche volta si usa il termine “Pace” per descrivere lo stato d’animo che può ispirare un luogo o uno scenario naturalistico. E più generalmente, può sembrare strano, il concetto di pace ha sempre assunto un significato relativo e non assoluto nel senso che anche oggi, quando si parla di pace, ci si rapporta ad un’altra condizione umana che sia diametralmente opposta e che esprima una condizione di conflitto come, per esempio, la guerra.
E si … storicamente la pace è stata sempre identificata con l’assenza della guerra la quale, già all’epoca degli antichi Romani e degli antichi Greci, era considerata lo stato “naturale” dell’uomo (pensiamo per esempio alla pax-romana o alle definizioni di pace date da Platone, Aristotele ed Eraclito). La pace quindi era vista come qualcosa che sanzionava la fine degli atti di belligeranza tra popoli, nazioni o alleanze tra blocchi di nazioni.
Solo ultimamente, con la fine dell’ultimo conflitto mondiale, lo spettro incombente di un conflitto atomico che la contrapposizione dei blocchi Est-Ovest minacciava, gli sviluppi dei movimenti pacifisti ed una maggiore presa di coscienza delle persone, l’entità Pace sembra abbia acquisito un valore proprio soprattutto se collocato in un ambito sociologico ovvero esteso alla vita sociale ed ai rapporti interpersonali.

In questo senso, infatti, descrivendo l’assenza di atti violenti tra individui, la pace può assumere un suo valore intrinseco, riconosciuto da tutti, che sia in grado di andare oltre le barriere e le discriminazioni sociali, religiose, sessuali o ideologiche. Una condizione di pace, infatti, per essere reale, ha bisogno di un “ambiente” in cui sia riconosciuta la pari dignità alle parti, in cui ci sia l’assicurazione tanto dei valori basilari di vita quanto il rispetto delle rispettive aspirazioni e dei bisogni espressi da tutti gli oppositori. Probabilmente, solo in queste condizioni, sono possibili le premesse fondamentali per un mondo di pace in cui la nonviolenza sia lo strumento che per eccellenza, consenta il raggiungimento del fine ultimo e cioè il bene comune. D’altro canto non si esclude che le ultime guerre nel mondo richiedano un nuovo modo di intendere la pace considerando che tali conflitti sono quasi sempre originati da problemi interni agli stati e a volte, sulla spinta di movimenti terroristici, possano mettere in discussione la sicurezza dell’intero pianeta. E allora, se dobbiamo ripensare ad un nuovo modo di intendere la pace, occorrerà individuare anche nuovi strumenti attuativi e nuove strade considerando che la pace sarà sempre “l’ultima parola della storia dell’uomo”. Infatti: “Fanno opera di pace coloro che si studiano di richiamare l'attenzione intorno ai valori delle diverse culture” considerando che: “La pace del mondo dipende, ad un certo livello, da una migliore conoscenza che gli uomini e le società hanno di se stessi.” (1) Ed ancora: “Nei Paesi industrializzati la gente è oggi dominata dalla corsa frenetica verso il possesso di beni materiali. La società dei consumi fa risaltare ancor più il divario che separa i ricchi dai poveri, e la spasmodica ricerca del benessere rischia di rendere ciechi di fronte agli altrui bisogni. Per promuovere il benessere sociale, culturale, spirituale ed anche economico di ogni membro della società, è dunque indispensabile arginare l'immoderato consumo di beni terreni e contenere la spinta dei bisogni artificiali. La moderazione e la semplicità devono diventare i criteri del nostro vivere quotidiano. La quantità di beni, consumati da una modestissima frazione della popolazione mondiale, produce una domanda eccessiva rispetto alle risorse disponibili. La riduzione della domanda costituisce un primo passo per alleviare la povertà, se ad essa si accompagnano efficaci sforzi per assicurare una giusta distribuzione della ricchezza mondiale. (2) Ora sappiamo, per quanto ci hanno insegnato Gandhi e Martin Luther King Jr., che le leggi che regolano la realizzazione di rapporti pacifici tra gli individui, valgono allo stesso modo all’interno di una nazione e tra nazioni diverse per cui è necessario che tanto a livello di nazione quanto a livello mondo si cominci a diffondere una cultura di “promozione” dello spirito di povertà quale pilastro su cui poggiare la ricerca di un mondo nonviolento. ”«Se cerchi la pace, và incontro ai poveri!». Possano i ricchi e i poveri riconoscersi fratelli e sorelle, condividendo tra loro quanto posseggono, come figli di un solo Dio che ama tutti, che vuole il bene di tutti, che offre a tutti il dono della pace!” (3)

Come ha “sognato” Martin Luther King: “… siamo venuti … per riscuotere un assegno. Ma noi rifiutiamo di credere che la banca della giustizia abbia dichiarato fallimento. Noi rifiutiamo di credere che non ci siano fondi sufficienti nel grande caveau di questa nazione. Così siamo venuti per incassare questo assegno -- un assegno pagabile a vista che ci darà le ricchezze della libertà e dell'affidabilità della giustizia. … Ora è il momento di aprire le porte dell'opportunità a tutti i figli di Dio. Ora è il momento di innalzare la nostra nazione dalle sabbie mobili della ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza.” (4)
Queste le premesse perché tutti abbiano un futuro: creare in ognuno di noi la consapevolezza della pace quale valore comune, nell’ottica di tendere una mano anche ai nemici se non altro per riconoscergli il diritto alla pari dignità. “Quando noi cessiamo di essere dei padroni e ci riduciamo al rango di servi più umili della polvere che calpestiamo, tutte le paure si dissolveranno come nebbia; otterremo una pace interiore e vedremo Satya Narayan (il Dio di Verità) faccia a faccia. “ (5) Tale comunione aiuta ad avvertire una pace indisturbata nel mezzo dell’agitazione, a porre un freno alla rabbia e a coltivare la pazienza. “La Pace ha l'intelligenza del dolore e dei bisogni umani e sa trovare amore e dono per i piccoli, per i poveri, per i deboli, per i diseredati, per i sofferenti, per gli umiliati, per i vinti.” (6)
 

 



Riferimenti


(1) Giovanni Paolo II – Messaggio per la XV giornata della pace - 1 gennaio 1982


(2) Giovanni Paolo II – Messaggio per la XXXVIII giornata della pace - 1 gennaio 2005


(3) Giovanni Paolo II – Messaggio per la XXVI giornata della pace - 1 gennaio 1993


(4) Martin Luther King – “Ho un sogno” - Discorso pronunciato in occasione della marcia su Wasington D.C. il 28 agosto 1963 al Lincoln Memorial.


(5) R. K. Prabhu & U. R. Rao - Filosofia di Gandhi – Capitolo 4: La Fede (traduzione di G. Laguardia)


(6) Paolo VI - Messaggio per la II giornata della pace - 1 gennaio 1969
 

 

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