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Qualche volta si usa il termine “Pace” per descrivere lo
stato d’animo che può ispirare un luogo o uno scenario naturalistico. E più
generalmente, può sembrare strano, il concetto di pace ha sempre assunto un
significato relativo e non assoluto nel senso che anche oggi, quando si
parla di pace, ci si rapporta ad un’altra condizione umana che sia
diametralmente opposta e che esprima una condizione di conflitto come, per
esempio, la guerra. |
In questo senso, infatti, descrivendo l’assenza di atti violenti tra individui, la pace può assumere un suo valore intrinseco, riconosciuto da tutti, che sia in grado di andare oltre le barriere e le discriminazioni sociali, religiose, sessuali o ideologiche. Una condizione di pace, infatti, per essere reale, ha bisogno di un “ambiente” in cui sia riconosciuta la pari dignità alle parti, in cui ci sia l’assicurazione tanto dei valori basilari di vita quanto il rispetto delle rispettive aspirazioni e dei bisogni espressi da tutti gli oppositori. Probabilmente, solo in queste condizioni, sono possibili le premesse fondamentali per un mondo di pace in cui la nonviolenza sia lo strumento che per eccellenza, consenta il raggiungimento del fine ultimo e cioè il bene comune. D’altro canto non si esclude che le ultime guerre nel mondo richiedano un nuovo modo di intendere la pace considerando che tali conflitti sono quasi sempre originati da problemi interni agli stati e a volte, sulla spinta di movimenti terroristici, possano mettere in discussione la sicurezza dell’intero pianeta. E allora, se dobbiamo ripensare ad un nuovo modo di intendere la pace, occorrerà individuare anche nuovi strumenti attuativi e nuove strade considerando che la pace sarà sempre “l’ultima parola della storia dell’uomo”. Infatti: “Fanno opera di pace coloro che si studiano di richiamare l'attenzione intorno ai valori delle diverse culture” considerando che: “La pace del mondo dipende, ad un certo livello, da una migliore conoscenza che gli uomini e le società hanno di se stessi.” (1) Ed ancora: “Nei Paesi industrializzati la gente è oggi dominata dalla corsa frenetica verso il possesso di beni materiali. La società dei consumi fa risaltare ancor più il divario che separa i ricchi dai poveri, e la spasmodica ricerca del benessere rischia di rendere ciechi di fronte agli altrui bisogni. Per promuovere il benessere sociale, culturale, spirituale ed anche economico di ogni membro della società, è dunque indispensabile arginare l'immoderato consumo di beni terreni e contenere la spinta dei bisogni artificiali. La moderazione e la semplicità devono diventare i criteri del nostro vivere quotidiano. La quantità di beni, consumati da una modestissima frazione della popolazione mondiale, produce una domanda eccessiva rispetto alle risorse disponibili. La riduzione della domanda costituisce un primo passo per alleviare la povertà, se ad essa si accompagnano efficaci sforzi per assicurare una giusta distribuzione della ricchezza mondiale. (2) Ora sappiamo, per quanto ci hanno insegnato Gandhi e Martin Luther King Jr., che le leggi che regolano la realizzazione di rapporti pacifici tra gli individui, valgono allo stesso modo all’interno di una nazione e tra nazioni diverse per cui è necessario che tanto a livello di nazione quanto a livello mondo si cominci a diffondere una cultura di “promozione” dello spirito di povertà quale pilastro su cui poggiare la ricerca di un mondo nonviolento. ”«Se cerchi la pace, và incontro ai poveri!». Possano i ricchi e i poveri riconoscersi fratelli e sorelle, condividendo tra loro quanto posseggono, come figli di un solo Dio che ama tutti, che vuole il bene di tutti, che offre a tutti il dono della pace!” (3)
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Come ha “sognato” Martin Luther King: “… siamo venuti …
per riscuotere un assegno. Ma noi rifiutiamo di credere che la banca della
giustizia abbia dichiarato fallimento. Noi rifiutiamo di credere che non ci
siano fondi sufficienti nel grande caveau di questa nazione. Così siamo
venuti per incassare questo assegno -- un assegno pagabile a vista che ci
darà le ricchezze della libertà e dell'affidabilità della giustizia. … Ora è
il momento di aprire le porte dell'opportunità a tutti i figli di Dio. Ora è
il momento di innalzare la nostra nazione dalle sabbie mobili della
ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza.” (4) |
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Riferimenti
(1) Giovanni Paolo II –
Messaggio per la XV giornata della pace - 1 gennaio 1982
(2) Giovanni Paolo II –
Messaggio per la XXXVIII giornata della pace - 1 gennaio 2005
(3) Giovanni Paolo II –
Messaggio per la XXVI giornata della pace - 1 gennaio 1993
(4) Martin Luther King – “Ho un sogno” - Discorso
pronunciato in occasione della marcia su Wasington D.C. il 28 agosto 1963 al
Lincoln Memorial.
(5) R. K. Prabhu & U. R. Rao -
Filosofia di Gandhi –
Capitolo 4: La Fede (traduzione di G. Laguardia)
(6) Paolo VI -
Messaggio per la II giornata della pace - 1 gennaio 1969
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