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Nelle pagine precedenti abbiamo intravisto, sebbene molto da lontano, come la povertà possa costituire un ostacolo alla pace e che per superarla sia necessario un atteggiamento degli uomini votato alla solidarietà o, se preferite, alla carità. E quando si tocca questo tasto, generalmente si è portati a credere che la solidarietà deve essere presumibilmente “versata” dall’alto e che non sia invece qualcosa che tocca tutti noi in prima persona. Il problema iniziale, quindi, e quello di passare dal pensare di ricevere tutto dall’alto al sensibilizzare e responsabilizzare le coscienze e quindi una comunità, perché si impari a condividere e donare. In altre parole occorre essere protagonisti in prima persona per dare un senso alla nostra presenza qui nel mondo (altrimenti che ci stiamo a fare?). Detto questo, cominciamo ad identificare gli ambiti in cui la nostra opera deve essere considerata appropriata e/o utile: e partiamo pure da quanto già introdotto in questa stessa sezione; in altre parole abbiamo già detto che è necessario:
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evitare la guerra perché peggiora la condizione dei poveri e ne amplifica le sofferenze | |||||
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assicurare il diritto al lavoro | |||||
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non permettere che le comunità vengano divise dalle violenze etniche, dalle guerre di religione, dai conflitti per i confini territoriali e da altre idiozie simili perché tali divisioni sono sempre motivate esclusivamente dagli interessi di pochi e sfociano sempre in guerre più o meno “sante” e “civili” che finiscono solo per distruggere vite umane e alimentare odi a dispetto delle simpatie per una parte o per l’altra | |||||
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ridurre il divario tra paesi ricchi e paesi poveri
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E tuttavia, a ben vedere, mi sembra che l’elenco non sia ancora del tutto completo. A cercare intorno, di esempi della miseria umana ce ne quanti se ne vuole e non si smetterebbe mai di stupirsi e rattristarsi; pensiamo per un attimo ai diritti fondamentali dell’uomo che vengono puntualmente negati e consideriamo per un attimo che “… il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo …”. Allora dobbiamo ammettere che tutti gli uomini, a prescindere dal sesso, la razza, le convinzioni politiche ed il credo religioso, hanno la stessa dignità e gli stessi diritti verso questi beni di cui, se privati, si sarebbe ridotti ad una povertà estrema anche se non immediatamente materiale (si noti tuttavia che tali povertà ci privano della possibilità di acquisire i beni materiali in quanto ci rende incapaci – nel senso più ampio del termine - di poterne godere per i motivi più disparati); e tali diritti sono relativi:
| “ … alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona … | |
| … nessuno può essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti … | |
| … nessuno potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato … | |
| … nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni … | |
| … Uomini e donne … hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. … | |
| … Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà. … | |
| … Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti. … | |
| … Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere … | |
| … Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica. … | |
| … Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese … | |
| … Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale. … | |
| … Ogni individuo ha diritto all'istruzione gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. … | |
| … Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici. … | |
| … Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati … possano essere pienamente realizzati. …” |
Chi si sente di non considerare che ognuno di questi diritti costituisca il tassello minimo del più vasto mosaico del bene comune a cui ogni uomo può aspirare e che proprio la loro negazione deve costituire l’ambito di intervento della nostra solidarietà verso coloro cui vengono negati? E che dire della necessaria attenzione verso:
| coloro che sono colpiti da grandi calamità | |
| quelli che devono lasciare i loro paesi e le loro case perché perseguitati o privi di mezzi di sostentamento o scacciati dall’odio etnico e dai conflitti armati | |
| coloro che sostengono l’obiezione di coscienza al servizio militare e pensano al servizio civile sostitutivo di quello militare | |
| chi ha fame e sete di strumenti e di un’educazione improntata alla solidarietà al fine di promuovere e diffondere la sensibilità verso le fasce deboli ed uno stile di vita improntato dalla solidarietà | |
| quanti concorrono a stabilire un ponte tra le istituzioni, i volontari della solidarietà e chi ha bisogno | |
| coloro che sono schiavi della droga, o sono zingari, o in carcere, o ammalati, o bambini sfruttati e privati della loro infanzia, o mafiosi e delinquenti, insomma tutti gli emarginati che, in genere, sono proprio quelli che andrebbero aiutati di più | |
| le spese militari a discapito di quelle per “promuovere lo stabilimento ed il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale” | |
| verso il “villaggio globale” che è diventato la terra dove “l'appiattimento degli obiettivi degli operatori finanziari globali sul brevissimo termine riduce la capacità della finanza di svolgere la sua funzione di ponte tra il presente e il futuro, a sostegno della creazione di nuove opportunità di produzione e di lavoro nel lungo periodo” (2). |
Ma ancora ci sentiamo di osservare insieme a G. Pasini che: “Non è sufficiente aiutare i poveri. Ci si deve chiedere anche ‘perché ci sono i poveri’ e perché le povertà e le disuguaglianze vanno crescendo nel mondo attuale.” una possibile risposta “a questi interrogativi, è che manca, soprattutto nei ‘grandi del mondo’, l’interesse e la volontà politica di affrontare il problema della povertà. Si spiega così come siano emerse in occasione del 2000 e negli incontri successivi, vaghe promesse di remissione del debito, e impegni generici per affrontare le gravi malattie dei poveri (AIDS, Malaria, Tubercolosi). Tutto poi è rimasto lettera morta. Di qui la mobilitazione sui Mass Media e l’incontro con alcuni responsabili del G8. Forse questa strada, pur con modalità diverse, è tuttora la più valida per saldare insieme denuncia e collaborazione.” (1)
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Credo che si debba considerare un’altra circostanza e cioè che non esiste una “visione romantica” del povero ma che, al contrario, ci sono tante persone cui viene negata la possibilità di vivere dignitosamente; tanti esseri umani che non sono in condizione di poter accedere alle risorse di questo pianeta solo perché una minoranza dei suoi abitanti non lo consente! È un motivo ricorrente nella storia dell’umanità che parte da Caino quasi a sottolineare questa nostra ancestrale natura animale che facciamo fatica a scrollarci di dosso. C’è solo un motivo di consolazione e cioè che se non ci siamo ancora estinti, lo dobbiamo al fatto che probabilmente “i buoni” sono in maggioranza rispetto “ai cattivi” e questi ultimi non hanno ancora la forza per soggiogare completamente i primi: speriamo non ci riescano mai! Ma se questo è il motivo di fondo che impedisce il superamento della povertà … allora occorre formare le coscienze; occorre mettere in grado la gente di assumere un atteggiamento solidale nei confronti del prossimo e tale atteggiamento si acquisisce solo con la formazione ed il buon esempio. Se la formazione è possibile che venga anche “dal basso” è fondamentale che l’esempio venga da tutti i livelli: innanzi tutto da quello più alto di chi ci governa e via via da tutti gli altri compresi coloro che controllano o sono professionisti del mondo della comunicazione di massa. Se dovesse mancare questo … potrebbe essere anche tempo sprecato perché, come abbiamo avuto modo di dire in altre circostanze, il pesce puzza sempre dalla testa! Esempi di successo di un tale approccio (cioè top – down) ne abbiamo avuti nel corso degli ultimi tempi; |
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basta guardarne uno per tutti: la creazione del partito “Forza Italia”. Bisogna dare atto a coloro che ci si sono dedicati di essere stati dei grandi professionisti della comunicazione e soprattutto gente ben determinata a far valere le proprie ragioni in un ambito politico che si andava sempre più sgretolando. Nel giro di pochi mesi dall’esordio dei primi spot pubblicitari, mezza Italia riteneva “familiare” questo nuovo partito nato dal nulla fino al punto di suggellarne il successo elettorale in modo strepitoso ed inaspettato. Un’entità creata in un tempo inverosimile, pronta a riempire il vuoto creatosi sulla ribalta della scena politica italiana; in poche settimane, come se ci fosse sempre stata, anche dopo un cinquantennio di egemonia democristiana. Geniale!!
Insomma, a noi serve un atteggiamento che non sia “viltà transigente alle sventure e alle deficienze degli uomini senza fortuna e senza difesa … che abbia l'intelligenza del dolore e dei bisogni umani e sappia trovare amore e dono per i piccoli, per i poveri, per i deboli, per i diseredati, per i sofferenti, per gli umiliati, per i vinti.” Che sia cioè “più d'ogni altra formula umanitaria, sollecita dei Diritti dell'Uomo.” (3)
Riferimenti
(1) Giuseppe Pasini direttore Caritas Italiana dal 1986 al 1996 – Discorso tenuto al XXXI convegno delle Caritas diocesane a Montecatini Terme, 25-28 giugno 2007.
(2) Benedetto XVI – Messaggio per la giornata della pace – Anno 2009.
(3)Paolo VI – Messaggio per la II giornata della pace – Anno 1969.
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