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Presidente degli Stati Uniti d’America - detto Teddy Roosevelt o TR
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Nato il 27 ottobre 1858 a New York, stato di New York, Stati Uniti d’America Morto il 6 gennaio 1919 a Oyster Bay, stato di New York. Breve sommario 26° Presidente degli Stati Uniti (1901-1909) e scrittore, naturalista, soldato. Allargò i poteri della presidenza e del governo federale a sostegno dell’interesse pubblico nei conflitti tra capitalisti e lavoratori e guidò la nazione verso un ruolo attivo della politica mondiale, in modo particolare in Europa e Asia. Gli fu attribuito il Premio Nobel per la Pace nel 1906 per aver mediato circa la fine della guerra Russo-Giapponese; assicurò il tracciato e l’inizio della costruzione del canale di Panama (1904-1914). Per un’analisi della storia e della natura della sua presidenza si veda la Presidenza degli Stati Uniti d’America. |
I primi anni
Roosevelt fu il secondo di cinque bambini nati in una facoltosa famiglia tedesca immigrata da tanto tempo con antenati inglesi; sua madre Martha Bulloch della Georgia, veniva da una ricca famiglia proprietaria di una piantagione con schiavi. Di fragile natura da ragazzo, Roosevelt era stato educato da tutori privati. Sin da ragazzo, mostrò una intensa curiosità intellettuale di grandi vedute. Si laureò ad Harward dove fu premiato Phi Beta Kappa nel 1880 (È la più antica organizzazione onorifica degli Stati Uniti per i diplomati. Fu fondata nel 1776 e sin da allora ha inteso onorare chi eccelleva nelle arti e nelle scienze n.d.t.). Successivamente studiò brevemente alla Columbia Law Scool ma poi scelse subito una carriera di scrittore e politico. Nel 1886 sposò Edith Kermit Carow (Edith Roosevelt), con cui visse fino alla sua morte a Sagamore Hill una proprietà vicino Oyster Bay, Long Island, New York. Ebbero 5 figli: Theodore, Jr., Kermit, Ethel, Archibald e Quentin.
Da ragazzo Roosevelt aveva sofferto di una severa asma e di una debole vista che lo avrebbe tormentato per tutta la sua vita. Grazie ad un programma di esercizi fisici, sviluppò un fisico forte ed una predilezione per un’attività energica che l’avrebbe accompagnato per tutta la vita. Adottò una “vita dura”, così come intitolò il suo libro nel 1901, a suo ideale tanto come modo di vivere all’aria aperta, quanto come politico.
Eletto come Repubblicano all’Assemblea dello Stato di New York a 23 anni, Roosevelt si fece la nomea di nemico della macchina della corruzione dei politici. Nel 1884, sopraffatto dal dolore per la morte, nello stesso giorno, sia di sua madre che di sua moglie, lasciò la politica per passare due anni nel suo ranch sito nelle sterili terre del territorio del Dakota, dove si preoccupò sempre più dei danni all’Ovest ed alla sua natura. Non dimeno partecipò come delegato alla Republican National Convention nel 1884. Il suo tentativo di reinserirsi nella vita pubblica nel 1886 non ebbe successo; fu sconfitto nel tentativo di diventare sindaco di New York City. Roosevelt rimase attivo in ambito politico e di nuovo si battè contro la corruzione come membro del U.S. Civil Service Commission (1889–1895) e come New York City Board of Police Commissioners (la C.S.C. è un’agenzia governativa col compito di fornire licenze, arbitrati nelle cause e assunzione di forza lavoro per il settore pubblico – l’altra carica ricoperta da Roosevelt è stata quella di capo della polizia di New York City n.d.t.). Nominato vice ministro della marina dal presidente William McKinley, lottò in modo determinato per una marina più grande e si diede da fare per la guerra contro la Spagna. Quando questa fu dichiarata nel 1898, organizzò la Prima Cavalleria di Volontari, conosciuta come la Rough Riders (I Cavalieri Rozzi), che fu mandata a combattere a Cuba. Roosevelt si dimostrò un condottiero militare coraggioso guadagnandosi una buona fama. Il compito dei Rough Riders (a piedi) a Kettle Hill durante la Battaglia di Santiago, fece di lui il più grande eroe nazionale che emerse dalla Guerra tra la Ispano-Americana.
Al suo ritorno, i capi repubblicani di New York puntarono su Roosevelt per la sua candidatura a Governatore nonostante i loro dubbi circa la sua lealtà politica. Eletto nel 1898, divenne un riformista energico, rimosse i funzionari corrotti ed emanò leggi per normare le grandi industrie ed il servizio civile. Le sue azioni seccarono i capi di partito al punto che questi cospirarono per sbarazzarsi di lui designandolo come candidato Repubblicano alla vice presidenza nel 1900 e considerando che con questo incarico avrebbe rivestito un ruolo molto di facciata.
Eletto con McKinley, Roosevelt assunse il suo ufficio senza poteri fino al 14 settembre 1901, giorno in cui McKinley morì dopo essere stato colpito da un assassino, e quindi divenne Presidente. Sei settimane prima del suo 43° compleanno Roosevelt era la persona più giovane ad assumere la presidenza degli Stati Uniti. Sebbene promise continuità con la politica di McKinley trasformò di nuovo l’immagine pubblica del suo ufficio. Rinominò le mansioni esecutive della Casa Bianca e aprì la sua porta per ricevere cowboy, pugili, esploratori, scrittori e artisti. Il suo rifiuto di uccidere un cucciolo di orso in una battuta di caccia del 1902 indusse uno scrittore di racconti a definirlo orso impagliato e la mania degli orsetti invase la nazione. I suoi bimbi che giocavano chiassosamente nel giardino della Casa Bianca ed il matrimonio di sua figlia Alice col deputato Nicholas Longworth nel1905 divennero i più grandi eventi sociali della decade (del suo mandato n.d.t.).
Da quello che definì il “Pulpito dell’intimidazione” presidenziale, Roosevelt tenne discorsi finalizzati a sollevare l’opinione pubblica circa il ruolo della nazione nella politica mondiale, il bisogno di controllare i monopoli che dominavano l’economia, l’organizzazione delle ferrovie e gli impatti della corruzione politica. Nominò dei giovani laureati a posizioni di responsabilità nell’amministrazione. Così com’era attivo, allo stesso modo fu cauto nell’approccio delle questioni interne. Roosevelt riconobbe di essere diventato presidente per un puro caso e nel 1904 volle prima di tutto essere eletto. Allo stesso modo, così come era sensibile allo scontento popolare circa la grande economia e la macchina politica, sapeva che l’ala conservatrice del partito Repubblicano che si opponeva strenuamente a tutte le riforme, controllava entrambe le camere del Congresso. Roosevelt focalizzò la sua attività sulla politica estera ed usò il suo potere esecutivo per indirizzare i problemi economici, del lavoro e della conservazione delle risorse naturali.
Soprattutto, Roosevelt apprezzò il potere dell’ufficio e vide la presidenza come uno sbocco per la sua esuberante energia. Fu un orgoglioso e fervente nazionalista che animò di buon grado la tradizionale e passiva paura alla Jefferson con l’aumento di una forte direzione esecutiva e di un potere governativo centrale. “Credo in un potere esecutivo forte; credo nel potere” scrisse allo storico britannico Sir George Otto Trevelyan. “Come presidente, sono stato Presidente empaticamente; ho usato ogni oncia di potere presente nell’ufficio … Non credo che qualche Presidente abbia mai avuto le mie stesse occasioni o si sia mai divertito così tanto.”
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L’accordo quadro Nonostante la sua cautela, Roosevelt nei suoi primi tre anni del suo ufficio fece abbastanza per costruire al meglio una piattaforma elettorale. Nel 1902 allettò i conservatori Repubblicani creando la Bureau of Corporations col potere di indagare gli affari intrapresi nel commercio interstatale senza che alcun potere lo regolasse. Riesumò anche la defunta Sherman Antitrust Act (Legge Sherman Antimonopoli) portando a completo successo la causa tesa a suddividere un enorme conglomerato ferroviario, la Northern Securities Company. Roosevelt perseguì questa politica di “accelerazione-della-trasparenza” iniziando cause contro altri 43 grandi enti nei sette anni successivi. Anche nel 1902 Roosevelt intervene nello sciopero dell’antracite quando con questo si intese interrompere la fornitura di combustibile per il riscaldamento di case, scuole e ospedali. Il presidente chiese pubblicamente ai rappresentanti degli imprenditori e dei lavoratori di incontrarsi alla Casa Bianca e di accettare la sua mediazione. Minacciò anche di chiamare l’esercito a lavorare nelle miniere ed ebbe l’appoggio degli investitori di Wall Street nel paventare il rifiuto dei crediti alle società minerarie facendo crollare i loro titoli. La combinazione di tali tattiche indusse la fine degli scioperi e garantì modesti aumenti ai minatori. Questa era la prima volta che il presidente era pubblicamente intervenuto nelle dispute del mondo del lavoro, almeno implicitamente, dalla parte dei lavoratori. Roosevelt caratterizzò le sue azioni sforzandosi di andare verso un “accordo quadro” tra imprenditori e lavoratori e quelle parole divennero gli slogan della sua campagna elettorale nelle elezioni del 1904. Una volta vinte quelle elezioni – sconfiggendo il deputato democratico Alton B. Parker per un range di voti da 140 a 330 – Roosevelt pose mano ai suoi programmi di Accordo Quadro. Spinse il Congresso a garantire potere alla Interstate Commerce Commission (Commissione per il Commercio Interstatale) per regolare le tariffe ferroviarie tra gli stati. La Legge Hepburn del 1906 conferiva tali poteri e creava la prima autorità di regolamentazione a livello federale. Sempre nel 1906 Roosevelt pressò il Congresso perché passassero le leggi sulla Pure Food and Drug and Meat Inspection (Ispezione sull’Antisofisticazione di Cibo, Farmaci e Carne) che crearono agenzie che assicurassero la protezione dei consumatori. Gli “Scandalistici”, giornalisti investigativi dell’epoca, avevano esposto le squallide condizioni delle industrie alimentari. |
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Le azioni più marcate di Roosevelt vennero nell’area delle risorse naturali. Su sua incitazione, il Congresso creò il Forest Service (Servizio Forestale) per gestire le riserve forestali di proprietà governativa e nominò un repubblicano conservatore, Gifford Pinchot, a capo dell’agenzia. Allo stesso tempo Roosevelt esercitò il potere presidenziale esistente per designare terre pubbliche come parchi nazionali e per renderli inaccessibili allo sfruttamento commerciale relativamente a legname, minerali e sfruttamento dell’acqua. Roosevelt salvò territori per almeno cinque volte quello che tutti i suoi predecessori avevano fatto insieme, 194 milioni di acri (78.5 milioni di ettari). Per commemorare la dedizione di Roosevelt alla conservazione dei beni naturali, in suo onore furono chiamati il Theodore Roosevelt National Park nel Nord Dakota ed il Theodore Roosevelt Island in Washington, D.C., un’isola boschiva di 91 acri (37 ettari)sul Potomac River.
Politica Estera
Roosevelt credeva che le nazioni, come gli individui, dovessero perseguire una vita dura e fare la loro parte per mantenere la pace e l’ordine; e credeva che le nazioni “civilizzate” avessero la responsabilità di rappresentare quelle “barbare”. Sapeva che considerando le Isole Filippine come una colonia americana dopo la Guerra Ispanico-Americana avrebbe fatto finire l’isolamento americano dal potere politico internazionale – uno sviluppo che auspicava. Ogni anno chiedeva maggiori fondi per l’esercito e la marina. Il congresso tagliava le sue richieste ma alla fine della sua presidenza aveva costruito la maggiore forza navale e riorganizzato l’esercito in modo efficiente su linee moderne.
Diverse volte, durante i primi anni della sua presidenza, le potenze europee tentarono di intervenire in America Latina, all’apparenza per riscuotere debiti che quei deboli paesi dell’area avevano contratto. Per contrastare tali tentativi, nel 1904 approntò un quadro normativo politico che fu conosciuto come il Corollario di Roosevelt alla Dottrina di Monroe. Sostenne che gli Stati Uniti non solo avrebbero dovuto impedire interventi esterni negli affari dell’America Latina ma avrebbero dovuto assumere un ruolo di polizia dell’area per garantire che quei paesi onorassero i loro impegni internazionali. Nel 1905, senza un’approvazione del Congresso, Roosevelt indusse la Repubblica Dominicana ad avere un “consulente economico” americano che di fatto ricopriva la funzione di direttore finanziario di quel paese.
Citando un proverbio africano, Roosevelt dichiarò che il modo giusto di condurre la politica estera era quello di “parlare delicatamente e portare un grande bastone”. Nel 1903 Roosevelt ricorse ad un più grande-bastone diplomatico quando aiutò Panama a separarsi dalla Colombia e diede agli Stati Uniti una Zona del Canale. La costruzione cominciò non appena Roosevelt si recò in visita sul Canale di Panama nel 1906; fu il primo presidente a lasciare il paese mentre era in carica. Considerò la costruzione del canale come un simbolo del trionfo della determinazione americana e delle sue conoscenze tecnologiche, il suo più grande riconoscimento come presidente. Come egli stesso si vantò nella sua autobiografia, “Ottenni l’Istmo, avviai il canale e poi lasciai che il Congresso non dibattesse del canale, ma parlasse di me”. Altri esempi di esercizio del grande-bastone si ebbero nel 1906 quando Roosevelt occupò ed impose un protettorato militare a Cuba e quando fece pressione sul Canada in una disputa sui confini in Alaska.
Roosevelt mostrò il parlare-delicato nel lato più sofisticato della sua diplomazia nel trattare con le maggiori potenze fuori dall’emiisfero occidentale. In Asia si allarmò per l’espansionismo sovietico e per l’aumentare del potere giapponese. Tra il 1904 ed il 1905 lavorò affinché cessasse la guerra Russo-Giapponese portando entrambe le nazioni alla Conferenza di Portsmouth e mediando tra di loro. Più che portare semplicemente la pace, Roosevelt voleva costruire un potere bilanciato che potesse sostenere gli interessi statunitensi. Nel 1907 disinnescò una disputa diplomatica causata da un sentimento antigiapponese in California imbastendo un cosiddetto Accordo tra Gentiluomini che limitò l’immigrazione giapponese. In un altro accordo esecutivo informale, ottenne l’accettazione giapponese della posizione americana nelle Filippine riconoscendo come Stati Uniti le conquiste giapponesi in Corea e la sua espansione in Cina. Contrariamente alla sua immagine bellicosa, Roosevelt in privato arrivò a favorire il ritiro dalle Filippine giudicandole militarmente indifendibili e rinunciò ad ogni speranza di esercitare maggiore influenza in Asia.
Durante il suo secondo mandato Roosevelt temette sempre di più un conflitto allargato all’Europa in generale (si allude allo scoppio della Prima Guerra Mondiale n.d.t.). Vide che gli interessi britannici e statunitensi erano identici e fu molto incline a sostenere la Gran Bretagna dietro le scene delle controversie diplomatiche. In istruzioni segrete dettate agli inviati U.S.A. alla Conferenza di Algeciras del 1906, Roosevelt disse loro di mantenere formalmente l’America fuori dagli affari europei ma di non fare nulla che potesse mettere in pericolo gli accordi anglo-francesi in essere, il mantenimento dei quali era “il più grande interesse degli Stati Uniti”. Nonostante il suo non coinvolgimento, Roosevelt aveva rotto con la tradizionale posizione di isolamento dagli affari esterni all’emisfero occidentale. Ad Algeciras i rappresentanti U.S.A. avevano partecipato rigorosamente ad una conferenza diplomatica europea e le loro azioni avevano favorito la Francia e la Gran Bretagna sulla Germania.
Gli ultimi anni da presidente
La fine della presidenza di Roosevelt fu tempestosa. Dal suo “pulpito che intimidiva”, ammonì contro la “corsa suicida” provocata dal suo allarme sulla caduta delle nascite tra i bianchi americani e provò a fare in modo che il paese adottasse un sistema semplificato di scrittura. Specialmente dopo il panico della caduta finanziaria del 1907, le sue già pessime relazioni con i conservatori repubblicani del Congresso degenerarono in un brutto punto morto che portò al blocco di ogni iniziativa di riforma interna. Roosevelt inoltre si mosse precipitosamente e agitatamente per punire un reggimento di 160 soldati afro-americani alcuni dei quali, secondo quanto si asseriva, avevano provocato una rivolta a Brownsville, in Texas, in cui un uomo aveva sparato e ucciso. Sebbene nessuno era mai stato accusato e non vi era stato alcun procedimento penale, Roosevelt assunse che fossero tutti colpevoli e dispose che ogni membro del gruppo fosse congedato con disonore e privato di ogni beneficio; molti dei soldati erano vicini alla pensione e diversi ricevettero la Medaglia d’Onore. Quando il Congresso considerò le azioni del Presidente, Roosevelt replicò: “La sola ragione per cui non li ho impiccati è perché non sono riuscito a trovare chi … ha sparato.” Questo incidente, insieme alla sua classe dirigente all’interno delle agenzie indipendenti, al suo bypassare il Congresso ed enfatizzare l’uso di decreti presidenziali per mettere i terreni demaniali al di sopra dalla pubblica ricchezza, sono tutti elementi che fanno vedere Roosevelt agli storici come il presidente che pose il seme degli abusi che fiorirono con le amministrazioni dei successivi presidenti del 20° secolo. Il mandato di Roosevelt terminò nel marzo 1909 appena quattro mesi dopo il suo cinquantesimo compleanno.
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Gli ultimi anni
Immediatamente sul finire del suo ufficio, Roosevelt si imbarcò in un safari di dieci mesi in Africa e fece un giro trionfale per l’Europa. Al suo ritorno fu ineluttabilmente attratto dalla politica. Per un po provò a non prendere posizione tra i repubblicani progressisti che supportavano la sua politica e coloro che sostenevano il Presidente Howard Taft. Sebbene Taft fosse un amico di Roosevelt e da questi indicato come suo successore, prese le parti dei conservatori e accentuò la spaccatura del partito. Sia le differenze politiche che le animosità personali spinsero Roosevelt, nel 1912, a correre contro Taft per la candidatura repubblicana. Quando quel tentativo fallì si affrettò a formare il Partito Progressista soprannominato il Bull Moose Party (il Partito del Toro e dell’Alce) – in una lettera al grande elettore Mark Hanna, una volta Roosevelt scrisse: “Sono forte come un toro-alce e può usarmi fino al limite”. Nella campagna presidenziale come canditato Progressista, Roosevelt abbracciò un “Nuovo Nazionalismo” che avrebbe inspirato una maggiore gestione governativa dell’economia e promozione del benessere sociale. Roosevelt parlò sia della convinzione che della speranza di attrarre voti dai Democratici riformatori. Questo tentativo fallì in quanto i Democratici erano orientati per un candidato progressista Woodrom Wilson che vinse con un impressionante 435 voti contro gli 88 di Roosevelt. Roosevelt fu colpito al petto da un fanatico mentre teneva la sua campagna nel Wisconsin ma fu immediatamente ricoverato. |
Poichè il Partito Progressista aveva gestito l’elezione di pochi candidati alla presidenza, Roosevelt sapeva che era predestinata e la tenne vivo il suo interesse per quell’ufficio solo per aspettare il suo ritorno al partito Repubblicano. Nel frattempo scrisse la sua autobiografia e si imbarcò in una spedizione nella giungla brasiliana dove contrasse una malattia quasi fatale. Quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale nel 1914, divenne un fiero partigiano della causa Alleata. Sebbene avesse qualche esile speranza per la candidatura repubblicana del 1916, fu pronto a sostenere la maggior parte dei candidati che si opponevano a Wilson; abbandono i Progressisti per sostenere il candidato Repubblicano, Charles Evans Hughes, che perse per un piccolo margine. Dopo che gli Stati Uniti entrarono nel conflitto il suo odioper Wilson aumentò oltre quando fu respinta la sua offerta di guidare una divisione in Francia. I suoi quattro figli servirono in combattimento, due furono feriti ed il più giovane, Quentin, morì quando il suo aeroplano fu abbattuto. Dal 1918 il sostegno di Roosevelt alla guerra ed i suoi duri attacchi a Wilson lo riconciliarono con i conservatori Repubblicani e fu il gran favorito per la candidatura del 1920. Ma morì ai primi del 1919 a meno di tre mesi dopo il suo 60° compleanno.
La tabella che segue fornisce una lista dei membri di gabinetto dell’amministrazione del Presidente Theodore Roosevelt.
Ufficio del Presidente Theodore Roosevelt
Primo mandato – Dal 14 settembre 1901 al 3 marzo 1905
Affari di Stato John Hay
Tesoro Lyman Judson Gage e Leslie Mortier Shaw (dal 1 febbraio 1902)
Guerra Elihu Root e William Howard Taft (dal 1 febbraio 1904)
Marina Militare John Davis Long, William Moody (dal 1 maggio 1902) e Paul Morton (dal 1 luglio 1904)
Giustizia Generale Philander Chase Knox e William Moody (dal 1 luglio 1904)
Interni Ethan Allen Hitchcock
Agricoltura James Wilson
Commercio e Lavoro(*) George Bruce Cortelyou (dal 16 febbraio 1903) e Victor Howard Metcalf (dal 1 luglio 1904)
Secondo mandato - Dal 4 marzo 1905 al 3 marzo 1909
Affari di Stato John Hay, Elihu Root (dal 19 luglio 1905) e Robert Bacon (dal 27 gennaio 1909)
Tesoro Leslie Mortier Shaw e George Bruce Cortelyou (dal 4 marzo 1907)
Guerra William Howard Taft e Luke Edward Wright (dal 1 luglio 1908)
Marina Militare Paul Morton, Charles Joseph Bonaparte (dal 1 luglio 1905), Victor Howard Metcalf (dal 17 dicembre 1906) e Truman Handy Newberry (dal 1 dicembre 1908)
Giustizia Generale William Moody e Charles Joseph Bonaparte (dal 17 dicembre 1906)
Interni Ethan Allen Hitchcock e James Rudolph Garfield (dal 4 marzo 1907)
Agricoltura James Wilson
Commercio e Lavoro Victor Howard Metcalf e Oscar Solomon Straus (dal 17 dicembre 1906)
(*) Fu creato un nuovo ministero.
Tratto da "Theodore Roosevelt." Encyclopædia Britannica. 2009. Encyclopædia Britannica Online. 28 Aprile 2009
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