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Queste gesta sono riportate nella “Chanson de Roland” una tra le più famose Chanson de geste. A Santo Domingo De La Calzada i protagonisti di una bella e simpatica leggenda sono: un pellegrino, una forca ed un gallo. Si tratta infatti della storia di un giovane che andava a Santiago coi suoi genitori. Qui a Santo Domingo una locandiera, invaghitasi di lui lo voleva trattenere; lo tentò in vari modi ma per il giovane fu più forte il desiderio di concludere il suo pellegrinaggio. La donna respinta mise per vendetta una coppa d’argento nel sacco del giovane e corse a denunciarlo per furto così che egli fu condannato all’impiccagione. I genitori ripresero tristemente il viaggio verso Santiago ed al ritorno ripassaro-no da Santo Domingo trovando il figlio che, sorretto da San Giacomo, pendeva dalla forca ancora vivo. Corsero subito a dirlo al governatore che non prestò loro fede e additando i polli arrosto che si trovava in tavola disse: ”Vostro figlio è vivo come i galli che sto mangiando! Non aveva però ancora finito di parlare che i galletti spennati e ben cotti si rivestirono delle loro bianche penne e si misero a cantare saltellando nel piatto. Il giovane fu immediatamente liberato, il gallo e la gallina trovarono squisita accoglienza in cattedrale e da allora fu il detto “Santo Domingo de la Calzada, donde cantaron el gallo y la gallina despùes de asados”.
Al Cebreiro si giunge con una faticosa salita. Il luogo è molto affascinante e pieno leggende e miracoli. Le ”Pallonzas”, case circolari in pietra col tetto di paglia, ricordano i Celti e la bella chiesa il Sacro Graal. Una mattina d’inverno, tra l’infuriare di una tormenta di neve, un pellegrino con tanta fatica giunse per la Santa Messa. Il rito era iniziato e il sacerdote che si preparava per la consacrazione vedendolo tanto conciato e in ritardo lo trattò con disprezzo. L’ostia si trasformò allora in carne, il vino in sangue e l’immagine della Vergine s’inchinò al prodigio, ricordato ancora oggi da un’ampolla di cristallo. Questo luogo da allora fu chiamato Cebreiro del santo Graal (calice), simbolo reso famoso dalla leggenda di Re Artù. In questa leggenda infatti il sacro Graal sarà oggetto della ricerca perigliosa dei cavalieri della Tavola Rotonda e sarà ritrovato dal più puro dei cavalieri che era anche il più giovane: Parsifal. Assieme a quello carolingio, sempre nel XI secolo, prese infatti vita il ciclo dell’epopea cavalleresca brètone con Artù ed i “Cavalieri della Tavola Rotonda”.
La notte di Natale re Artù riunì i più valorosi nobili che giurarono di consacrare la loro vita alla ricerca del Sacro Graal. Un seggio dei centocinquanta restò comunque vuoto in attesa del “Cavaliere eletto”, Parsifal, che ultimo tentò la prova ed ebbe successo. |
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