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     Pino Daniele - Viento e terra

Gertrud Kurz - Da MCP a YAP

( da: Movimento Cristiano per la Pace a: Azione Giovanile per la Pace)

Neuenburg - Museo

Il periodo post bellico: La questione della Colpevolezza, la corresponsabilità cristiana,  un nuovo nome ed i compiti per il futuro.

Qualcuno potrebbe dire che la chiesa in Germania non si è assunta le sue responsabilità riguardo i cambiamenti politici e sociali e così facendo ha tacitamente sostenuto il Nazional Socialismo. Comunque, la resistenza della politica attiva dei cristiani nella chiesa confessionale, non si dovrebbe dimenticare anche se non avevano sufficiente influenza per prevenire l’olocausto.

La chiesa Svizzera sapeva dell’antisemitismo ed è stata criticata per la sua mancanza di coraggio a parlare apertamente contro il Nazional Socialismo e la politica svizzera verso i rifugiati. Ma quali sono state le ragioni della guerra che hanno portato le cosiddette nazioni cristiane sino ai nostri giorni? Perché i cristiani non hanno fatto appello alla resistenza e criticato apertamente  i nazisti? Il problema della colpevolezza era largamente discussa nell’organizzazione.

Geltrud Kurz ha sempre dichiarato di accusare gli individui per le loro azioni tese a celare la propria responsabilità. Solo un cambio radicale della mentalità, l’analisi politica, il contesto economico e nuove relazioni con “gli altri” potevano aiutare a prevenire una tale politica disumana in futuro. Anche se era nel giusto, i suoi discorsi erano interpretati come una scusa per le azioni non comprese. Gertrude Kunz era intenzionalmente in contatto con quei politici criminali che continuavano a negare l’esistenza dei campi di concentramento e che negavano rifugio in Svizzera, lasciando i profughi alle crudeltà del regime nazista.

Dopo la guerra, il movimento dei Cavalieri della Croce fu portato a trovare un nuovo senso alla sua attività internazionale. Gertrud Kurz divenne la nuova Segretaria Internazionale del movimento e si prodigò per riunire nuovamente il CFD. Nel 1946 tutti i membri si ritrovarono in un incontro organizzato nel Centro Conferenze della Chiesa di Gwatt in Svizzera. Durante questo incontro, ricordarono la promessa che avevano fatto nelle Fiandre: in quella occasione si erano lasciati con la promessa di arricchire il loro lavoro con “la più profonda e attenta sensibilità per gli altri in tutte le circostanze anche quelle politiche”. In modo speciale i partecipanti internazionali aveva chiesto apertura, sobrietà e realismo. Molte raccomandazioni chiedevano una “politica di corresponsabilità dei Cristiani”, definita anche da Geltrud Kurz come l’azione per analizzare e combattere le cause dell’odio e della guerra, per diventare politicamente attivi e per agire al fine di costruire una società più giusta. L’insufficienza di attività tese alla riconciliazione si era avuta fin tanto che ora non era palesemente emersa. “Dal nostro punto di vista è molto più lodevole e vero esaminare prima e definire le ragioni che hanno condotto all’odio e alla guerra perché in futuro possano essere superati piuttosto che ignorati”.

Nel 1947 si ebbe un’altra conferenza a Gwatt. Questa volta con i membri della chiesa confessionale e coloro che avevano subito in silenzio compresa la delegazione tedesca. Nel corso di questa seconda conferenza post bellica, i Cavalieri della Croce cambiarono la loro denominazione in “Movimento Cristiano per la Pace”. Formalmente e giustamente contenti, segnarono la fine dell’era del fondatore Etienne Bach. Allo stesso tempo il CFD riformulò anche la dichiarazione statutaria per esprimere la sua adesione alla pace. Il documento esordisce dichiarando che non gli esseri umani ma solo Cristo sulla terra può realizzare una pace sostenibile e giusta. Le guerre non erano un destino ineludibile ma il risultato concreto della colpevolezza degli uomini: la separazione da Dio diventava la radice di tutte le infelicità degli umani. La corresponsabilità non era stata definita negli obiettivi. Era stata fatta solo la promessa di “diventare attivi con tutte le forze atte a promuovere la comprensione tra le nazioni e la gente”. Anche le risoluzioni tenevano conto della nostra corresponsabilità che avrebbe portato maggiori suggerimenti, definita la posizione del CFD come promessa tra – Socialismo – “bilancio sociale, distribuzione equa di mezzi e prodotti” e il – Liberismo – (Libertà e dignità). Ma questo non poteva essere considerato un programma politico. Un reale impegno pacifista non era stato previsto dal CFD, l’obiezione di coscienza ed il disarmo non erano questioni essenziali: “Il disarmo esterno senza una reale volontà di pace è solo una pretesa pericolosa” (dichiarazione del 1947). Una posizione chiara fu assunta solo per gli Ebrei che dichiararono una opposizione all’antisemitismo ed assunsero una posizione di sostegno riguardo alla nazione ebraica.

Dal 1947 e per molti anni l’aspetto unificante per il CFD non fu una posizione politica comune spesso motivo di conflitti interni ma la focalizzazione sul lavoro per la pace.  Le azioni sociali per gli svantaggiati, la solidarietà con i rifugiati ed il confronto con gli oppositori politici. La battaglia contro l’esclusione e per l’umanizzazione di ggrupppi e nazioni fu l’aspetto unificante per il CFD post bellico.

 

I campi di lavoro: L’obiettivo e l’inizio

L’ambito delle attività dei campi di lavoro organizzati dalla sezione internazionale del CFD seguì l’esempio del Servizio Civile Internazionale che era stato organizzato in campi per la ricostruzione e la riconciliazione già dal 1920. Durante gli anni cinquanta e non durante il periodo post bellico, tante altre organizzazioni furono fondate per offrire programmi simili (in Germania Aktion Sühnezeichen, World Peace Services ecc.). I campi di lavoro ed un numero sempre più crescente di attività volontarie a lungo termine divennero i predecessori degli aiuti per lo “sviluppo” dei paesi.

In questo contesto il CFD cominciò a sviluppare le proprie attività dei campi di lavoro specialmente con la sezione francese che era molto attiva in questo ambito. Ricercando una specifica attività per i giovani, il CFD organizzò il suo primo campo a Blaugies in Belgio nel 1953. Più di 100 partecipanti ricostruirono un centro per veterani. L’inaspettato gran numero di partecipanti causò molti problemi organizzativi. L’anno seguente il campo di lavoro fu diviso in due sezioni: donne e uomini. Le donne aiutavano a rammendare i vestiti delle famiglie contadine occupate e gli uomini a ricostruire le strade. Durante gli anni ’50 il numero dei campi di lavoro aumentò ogni anno: tre nel 1955, sei nel ’56 e 13 nel ’57. Durante gli anni ’60 furono realizzati più di 60 campi con 800 partecipanti, e tra il ’65 e il ’69  ben 100 campi e 1500 partecipanti. Dieci anni dopo il numero di attività legate al tempo libero aumentò notevolmente e con esse diminuì l’interesse per i campi di lavoro.

Questo “boom” cambiò il CFD in un aspetto essenziale. Molti partecipanti dei campi di lavoro divennero membri del CFD. Nel 1962, il giovane segretario Hajo Riesser, scrisse che i ragazzi rappresentavano un terzo dei partecipanti al congresso internazionale. Durante questi anni i giovani nel segretariato avevano fatto crescere il numero di attivisti fuori dal loro lavoro o dai loro studi. Per la maggior parte delle filiali del CFD, le attività dei campi di lavoro rimasero la sola concreta attività sociale. E questa attività internazionale rinsaldò il legame tra le filiali. Presto le attività dei campi di lavoro si estesero ai paesi extraeuropei.

Dal bollettino dell’associazione del 1958 estraiamo queste intenzioni: “Nel cuore dei problemi contemporanei, i nostri campi sono la prova del Regno di Cristo e l’arrivo di questo suo regno di pace. Quindi mettiamo insieme sullo stesso lavoro ragazzi di nazioni diverse e di confessioni diverse. I partecipanti cominciano a conoscere i bisogni e i problemi degli altri, a costruire relazioni mondiali e ad aiutare a ricostruire il paese-ospitale”.

La giovane segretaria svizzera Hellen Stückelberger nel 1964 dichiarò: “L’aiuto di un campo di lavoro non è solo il lavoro da fare ma anche imparare da ogni altro”. Molti campi incominciarono ad avere una dimensione politica. Sempre più attività divennero campi-studio e seminari internazionali per ragazzi su diversi argomenti. Nel frattempo il numero dei partecipanti diminuiva. Nel 1988 la filiale svizzera del YAP decise di ristrutturare il segretariato giovanile  non organizzando più campi di lavoro.

La maggior parte di tutte le altre filiali continuarono ad avere la loro attività prevalente nei campi di lavoro. Partendo dai campi svilupparono il loro servizio volontario di lungo termine. Come risultato del supporto economico per programmi di volontariato da parte della UE, più giovani decisero di prendere parte in qualche servizio di volontariato. E quelli che divennero volontari rimasero in contatto con l’organizzazione.

 Giornata della memoria

 

L’Organizzazione internazionale MCP/CFD

Durante la Guerra la CFD svizzera lavorò preminentemente sui problemi dei rifugiati. Ciò nonostante la sua struttura internazionale rimase sempre viva. Il dialogo tra le nazioni era una delle idee principali di Bach. Nei tempi migliori, quando Gertrud Kurz era ancora viva, fu organizzato un congresso internazionale ogni anno, oggi ogni tre anni. Il contributo dei congressi odierni è essenzialmente quello di decidere sulle linee guida politiche per gli anni successivi. Tutte le filiali ed i gruppi associati sono invitati.

Alcuni temi di questi congressi:

-          Coesistenza dei continenti - Zurigo Svizzera – 1961

-          La pace invisibile – Arnoldsheim Germania – 1962

-          Il Comunismo – Diebergen Olanda – 1963

-          Un mondo o nessun mondo – Berlino Germania – 1968

-          La Responsabilità dei Cristiani negli importanti cambiamenti sociali – Herzogenbuchsee Svizzera – 1968

-          Movimenti di migrazione: lasciare e trovare la propria casa – Weikersdorf Austria - 2006

Il CD (Comitato dei Direttori) è solito incontrarsi una volta l’anno, ora due volte l’anno e prende decisioni internazionali. Nell’incontro del CD del 1962, che avvenne a Liegi, per la prima volta si discusse della formazione di un fondo internazionale. Nel 1964, il Comitato dei Direttori decise di assegnare tre votanti per ogni filiale. Se il paese mandava più di tre rappresentanti, gli altri potevano sono assistere. Un’altra decisione assunta riguardò la costituzione di un Comitato Guida Internazionale.

Nel 1964 fu assunto questo: “E’ stata votata la costituzione di un comitato operativo permanente con sei membri, non selezionati in riferimento ai principi del paese ma in base a principi personali. Il CD rimane il comitato internazionale, organo per l’assunzione di decisioni. Il comitato operativo elabora proposte  ma non può adottare alcuna risoluzione. Le linee guida: L’Unità è essenziale, la libertà incontrovertibile, deve essere rispettata con tutto l’amore”. Cinque membri eletti e la segreteria internazionale compongono l’attuale comitato. Tale gruppo verifica che le decisioni assunte dal CD siano realizzabili, e si impegna  nella preparazione e nel dar seguito al CD. Nei tempi migliori, il CD lavorava in due commissioni: la commissione giovani, impegnata nei viaggi di studio e nei campi di lavoro, e la cosiddetta commissione anziani che preparava il libretto dello YAP. Entrambe si incontravano nella sessione plenaria per votare insieme. Ma la questione di una segreteria internazionale fu sollevata ancora. Di fatto, Gertrud Kurz tenne la posizione, ma dal 1970 in poi provò attivamente a trovare un successore. Essendo coscienti delle grandi aspettative verso gli attivisti, i candidati individuati si ritiravano. Durante questo periodo alcune filiali, specialmente Belgio e Francia, avevano avviato delle nuove organizzazioni che avevano avuto un grande sviluppo per lo più in campo politico e impegno sociale. I contatti con gli altri NGO europei  erano stati stabiliti nel 1974, il Consiglio Europeo rese possibile che lo Yap avesse una segreteria a tempo pieno.

Nella riunione del CD del 1963 a Berna in Svizzera, si menzionò per la prima volta l’esistenza di “fondi di aiuto”. Nel 1974 fu creato il Segretariato Internazionale con i fondi che venivano da “un certo numero di donatori e certe parrocchie”. Andrè Gilet venne dalla filiale belga per dirigere l’ufficio di coordinamento. Chiese 50.000 franchi dal fondo creato da Gertrud Kurz ancora previsto per la Segreteria Internazionale. Dalla morte di Gertrud Kurz  lo YAP cambiò fisionomia trasformandosi da movimento focalizzato sulla personalità ad associazione con un ufficio e dei volontari.

Sempre più ragazzi senza essere iscritti all’organizzazione si impegnarono in essa. il loro impegno era più basato sulla loro qualifica piuttosto che sulle loro convinzioni religiose. Questi cambiamenti non erano in contraddizione con la tradizione delle dimensioni spirituali esistenti nello YAP piuttosto solite all’impegno e a processi di apprendimento e furono accolti dai membri più anziani come continuazione degli ideali tradizionali. Il nuovo orientamento era seguito da un cambiamento generazionale. Nei giorni migliori le discussioni sull’identità filosofica e religiosa era stata molto accademica poiché la maggior parte dei membri erano attivisti cristiani. Gertrud kurz spesso diceva che il credo cristiano non era una condizione per essere membro dell’associazione. Molti degli aderenti all’organizzazione avevano una formazione umanitaria con una visione della società che non si chiedeva delle loro motivazioni cristiane.

La questione circa la “C” era spesso ritornata in auge. “Possiamo ancora pretendere che la “C” nel nostro nome sia parte del lavoro e delle attività per la pace? (…) Non c’è un approccio generale alla pace sulla terra? La pace non è un privilegio dei cristiani: Tutti i tipi di gruppi non-cristiani possono avere la stessa idea di pace e non dovrebbero essere esclusi dal nostro gruppo.”

Altri punti di vista:

“Cos’altro può costituire la base di discussione ed di lavoro  rispetto al credo cristiano? Altri gruppi possono aver abusato della “C”, lo YAP non dovrebbe vedere questo come qualcosa da rifare a sua volta.”

“(…) Noi siamo ancora ed ancora grati per questo sentire commune che abbiamo. Ci da stabilità ed un sicuro terreno comune. Allo stesso tempo ci ricorda di non diventare autosufficienti e di continuare a promuovere servizi per la pace. Su questo terreno comune, la differenza non costituisce una difficoltà ma una esperienza che arricchisce.”

La situazione cambiò di nuovo negli anni ’70, quando molti dei ragazzi furono attratti dai coraggiosi impegni sociali dello YAP sulle questioni politiche. Nel 1994 al CD tenuto a “le Crénau” in Francia, fu sottoposta una proposta per cambiare il nome dell’organizzazione. Ci fu la separazione su due posizioni: Da una parte la filiale tedesca e svizzera pensavano che il nome non dovesse negare la lunga tradizione, dall’altra parte la filiale portoghese e francese ritenevano che la maggior parte delle identità dei paesi non era più conforme all’identità cristiana. Inoltre la “C” per Cristiani poteva non essere favorevole nei crescenti rapporti con gli altri paesi. Il voto fu rinviato al CD successivo. Nel CD seguente tenutosi a Illieni in Romania il 22 ottobre 1994, l’associazione internazionale prese le distanze dalla “C”: il Christian Movement for Peace  (MCP - Movimento Cristiano per la Pace) divenne il Youth Action for Peace (Azione Giovanile per la Pace preferito a Movimento Volontario per la Pace). Le filiali tedesca, svizzera belga e peruviana conservarono la “C” nel loro nome.

 

 

“La Pace è più di tanti trattati firmati o della semplice assenza della guerra, essa è un obiettivo di giustizia da perseguire”.

Tradotto da Youth Action for Peace il 05/02/2009

 

 

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