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     Vasco Rossi - Senza parole

Gertrud Kurz - Biografia da YAP (Youth Action for Peace)

Gertrud Kurz ha giocato un ruolo cruciale nell’evoluzione dello YAP (Youth Action for Peace – Azione Giovanile per la Pace). È nata nel 1890 a Lützenburg nel distretto di Appenzell in Svizzera ed è morta nel 1972. I suoi genitori era credenti cristiani. Ben lontana dagli eventi politici è cresciuta nella classe media in un ambiente ben protetto. Seguendo lo schema delle tradizioni della classe media, ha impartito l’educazione ai suoi tre figli e assistito suo marito Albert, uno scienziato.

Nel 1931 a 41 anni entrò in contatto con il movimento religioso  di Etienne Bach. Dal suo punto di vista religioso fu affascinata dall’idea di un movimento di riconciliazione internazionale, che legasse insieme tutti i cristiani dell’Europa. All’inizio della Seconda Guerra Mondiale, il governo svizzero lasciò la responsabilità dei rifugiati alle associazioni private per i rifugiati. Gertrud Kurz divenne una delle figure centrali del opera svizzera verso i rifugiati. Fu chiamata la “Madre dei rifugiati” per via dei suoi sforzi  straordinari e del suo rimarcabile carattere pieno di energia e bontà, che impresse nei suoi contemporanei.

Considerò un’ingiustizia il risultato degli errori di certi servizi civili o dell’espressione di governi super impegnati in una situazione difficile. Ha creduto sempre che lo stato rimanesse fondamentalmente giusto e democratico. Ha puntato la dove il sistema sbagliava. Questa parte della sua personalità era positiva ma anche criticabile. Non ha mai considerato qualcuno  come un nemico ma sempre come persona che aveva bisogno di essere capita e con cui la riconciliazione era possibile. Seguendo questi valori  non ha mai condannato gli esecutori delle repressioni verso i rifugiati politici ma li ha sempre visti come persone umane da rispettare e da capire. In questo modo non ha mai criticato il sistema. Ha sempre affermato che ognuno doveva assumersi le proprie responsabilità politiche e considerare la sua una resistenza politica ancora discutibile. Ha sempre parlato della lotta contro tutte le forme di ingiustizia ma senza definire la natura di questa lotta.

 

Fiandre, celebrazione di un Natale e Opera per rifugiati in Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale.

Uno degli eventi più importanti per Gertrud Kurz fu l’incontro internazionale nei Cavalieri della Croce nel 1939 nelle Fiandre. In memoria delle atrocità della Prima Guerra Mondiale fu eretto un museo usando tutti i tipi di armi e di carri armati. In questo contesto di guerra incombente, i Cavalieri della Croce discussero della loro auto-definizione di Cristiani. Consideravano che il crescere del fascismo in Europa non fosse una conseguenza della volontà di Dio ma parzialmente una mancanza di responsabilità assunta dai cristiani in questi paesi. Presto su questo nuovo modo di pensare e su queste nuove percezioni ci si cominciò a domandare dove tali nuove idee dovessero essere. Non di meno, quell’incontro era stato decisivo per Gertrud Kurz. Da allora in poi, provò ad arricchire con l’aspetto politico il suo lavoro per i rifugiati, considerato fino ad allora solo un’attività caritativa.

Il Natale del 1938 può essere considerato come l’inizio dell’aiuto svizzero ai rifugiati: “Sono appena stata in vacanza nella Svizzera orientale dove ho sentito dell’arrivo dei primi rifugiati ebrei a Berna. Sono andata a Berna e ho chiesto degli Ebrei, se potessimo dar loro il benvenuto con una piccola celebrazione natalizia.” L’aiuto ai rifugiati ebrei da parte dei Cavalieri della Croce fu incrementato. I compiti erano per lo più legati al reperimento di fondi, abiti, cibo e attrezzi, assistenza all’arrivo dei rifugiati, i preparativi per la loro partenza e la gestione del sempre più crescente numero di case rifugio sotto la direzione dei Cavalieri. Oltre al suo coinvolgimento, Gertrud Kurz si impegnò nella redazione del bollettino e a far conoscere il movimento attraverso un gran numero di conferenze tenute in parrocchia negli anni a seguire. Le donazioni che seguirono quelle conferenze rappresentarono il fondo principale delle entrate tra il 1940-1945 (440.000 franchi svizzeri).

Inoltre gli atteggiamenti amichevoli e rispettosi di Gertrud Kurz verso le persone responsabili di una politica restrittiva verso i rifugiati sembra molto strana. Il suo incarico  è stato ufficialmente riconosciuto dall’agenzia svizzera per l’aiuto ai rifugiati nel 1941. Da quella volta in poi avrebbe potuto partecipare alle collette annuali.

L’opposizione politica criticò che il giornale internazionale (del movimento n.d.t.) non conteneva sufficienti informazioni di critica. Gertrud Kurz replicò che “sarebbe stato molto facile per noi riempire il nostro bollettino internazionale di proteste. Ma il fatto che molti membri del CFD stiano lavorando in quei paesi e che li metteremmo in pericolo insieme alla gente che lavora con loro, ci impedisce di farlo. La protesta contro l’ingiustizia è non di meno necessaria, specialmente quando accade nel nostro paese.”

La corresponsabilità politica e l’opera educativa postulati dai Cavalieri della Croce, difficilmente sarebbero stati realizzabili. La scarsa coscienza politica verso le autorità e l’incomprensione di questo tipo di lavoro solidale la fecero fallire. Se il movimento dei Cavalieri avesse rotto con quel sistema crudele, sarebbero stati solo in grado di lavorare su una base di illegalità. Solo chi agisce in assoluta lealtà può agire liberamente come ha dichiarato il capo della polizia confederale, Sig. Heinrich Rothmund. Questo atteggiamento di lealtà era rigorosamente tenuto sotto controllo.

 

“La Pace è più di tanti trattati firmati o della semplice assenza della guerra, essa è un obiettivo di giustizia da perseguire”.

 

Tratto da Youth Action for Peace il 5/2/09

 

 

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