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Un altro elemento essenziale per una pace universale e
durevole è la giustizia sociale.
Come primo passo deve essere fatta un’offerta per raggiungere l’uguaglianza dei
diritti nel disarmo abolendo le armi proibite ai Poteri Centrali dai Trattati di
Pace.
Tagliare le relazioni con un aggressore spesso può invitare alla vendetta con
azioni armate e questo, a sua volta, rende necessarie alcune forme di autodifesa
collettiva da parte di alcuni membri della Lega.
Quattro anni di guerra mondiale, con un costo di sofferenze umane che le nostre
menti sono pietosamente limitate ad immaginare, conducono a realizzare molto
chiaramente che l’anarchia internazionale deve essere abbandonata se si vuole
che la civiltà sopravviva.
Chi volesse vedere la civiltà in pericolo di sopravvivenza sotto l’oppressione
di un gigantesco paradosso, vedrebbe moltitudini di persone morire di fame nel
mezzo dell’abbondanza e le nazioni prepararsi per la guerra sebbene preghino per
la pace.
Non credo che i valori con cui le democrazie occidentali considerano la civiltà
essenziale possano sopravvivere in un mondo preso in fitto dall’anarchia
internazionale del nazionalismo e dall’anarchia economica di aziende in
competizione.
Nella maggior parte dei paesi ci sono elementi di pubblica opinione che
darebbero il benvenuto ad una tale conclusione poiché si augurano di ritornare a
politiche di equilibri di potere, di armamenti liberi e sregolati, di anarchia
internazionale e preparativi per la guerra.
Nel nostro mondo moderno di interdipendenza delle nazioni, ogni stato può
raramente fare la guerra con successo senza aumentare i debiti e senza comprare
materiale bellico di ogni tipo sui mercati di altre nazioni.
In breve si può sostenere che sulla carta gli obblighi per risolvere
pacificamente le dispute internazionali siano ora così comprensivi e lontani
dall’essere applicati che è per lo più impossibile per gli stati ricorrere alla
guerra senza violare uno dei trattati più solenni.
In alcuni stati il nazionalismo militante ha raggiunto il limite della
dittatura, il culto dello stato assoluto o totalitario e la glorificazione della
Guerra.
È divenuto impossibile rinunciare alla politica di disarmo senza abbandonare
l’intera grande avventura di costruire un sistema pacifico collettivo.
È perchè io credo che sia nel potere di qualche nazione ricondurre il mondo
sulla via della pace che propongo di dedicarmi a spiegare ciò che, a mio avviso,
può e dovrebbe essere fatto per bandire la paura della guerra che attanaglia
così pesantemente tutta la terra.
Inoltre, la guerra è divenuta una cosa così potenzialmente terribile e
distruttiva che dovrebbe essere stata comunemente presa di mira dagli statisti
per porvi fine per sempre.
Al contrario, l’elemento caratterizzante della situazione attuale è che la
questione economica ha finalmente ed irrevocabilmente invaso il dominio della
vita pubblica e della politica.
Uno dei primi elementi essenziali è una politica di cooperazione non riservata
con tutte le nazioni del mondo.
La Conferenza per il Disarmo è divenuto il punto focale di una grande battaglia
tra l’anarchia e l’ordine mondiale … tra coloro che pensano in termini di un
inevitabile conflitto armato e coloro che cercano di costruire una pace
universale e durevole.
Andare verso un nazionalismo economico è solo parte di un generale risveglio del
nazionalismo.
La prima condizione di successo per la Lega delle Nazioni è, quindi, un accordo
definitivo tra l’Impero Britannico, gli Stati Uniti d’America, la Francia e
l’Italia in modo che tra di loro non ci sia la corsa alla costruzione di una
marina militare o di armi.
Le forze che dirigono il genere umano verso l’unità e la pace hanno assunto
potere ed una ferma posizione. Sono concrete e naturali quanto morali ed
intellettuali.
Più la storia della Guerra Mondiale e di ciò che ha condotto ad essa sono
studiati, più chiaramente quei tragici anni diventano rivelatori di un grande
collasso della civiltà.
Le nazioni devono essere organizzate internazionalmente ed indotte alla
collaborazione reciproca, subordinando in qualche misura la sovranità nazionale
alle istituzioni e agli obblighi di un ordine mondiale.
La questione è, cosa stiamo facendo per consolidare la pace su una base
universale e durevole e quail siano gli elementi essenziali per una pace di
questo tipo?
Il grande sconvolgimento della Guerra Mondiale ha messo in moto forze che o
distruggeranno la civiltà o solleveranno il genere umano ad altezze insognabili
del suo benessere e della sua prosperità.
Il mondo prima del 1914 era già un mondo in cui il benessere di ogni nazione era
inestricabilmente confinante con il benessere dell’intera comunità delle
nazioni.
Gli anni della depressione economica sono stati anni di reazione politica ed è
questo il motivo per cui la crisi economica ha generato una crisi mondiale della
pace.
Quindi, non disperiamo, ma al contrario, teniamo la posizione, curiamo le azioni
che dobbiamo svolgere e poi indirizziamo i nostri compiti comuni con l’umore di
una sobria risoluzione ed una calma fiducia senza fretta e senza pause.
Questo è il nostro mondo e dobbiamo fare il meglio per esso.
Quelle nazioni hanno una grande responsabilità in questa congiuntura degli
affari mondiali per il cui rilancio, del loro peso comune dalla giusta parte
della scala della storia, possano far tendere decisamente la bilancia a favore
della pace.
Così, la battaglia per la pace include la battaglia per la libertà e la
giustizia per le masse di tutti i paesi.
Per risolvere il problema dell’organizzazione della pace mondiale dobbiamo
stabilire un ordine e delle leggi mondiali.
Abbiamo quattro anni di Guerra mondiale che la gente ha sopportato solo perché
la loro sofferenza avrebbe liberato per sempre l’umanità dal flagello della
guerra.
Qualsiasi cosa facciamo o sbagliamo nel fare influenzerà il corso della storia.

Tratto e tradotto da
Brainy Quote il 08/06/2009
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