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Giacomo e il fratello Giovanni (evangelista) sono i figli di Zebedeo e due dei dodici apostoli. Sono stati tra i primi ad essere chiamati con altri due fratelli: Andrea e Pietro. Erano tutti e quattro pescatori sul lago di Genesaret (o di Tiberiade), detto anche “Mare di Galilea”. Giacomo dopo la resurrezione di Cristo per molti anni evange-lizzò la Penisola Iberica compiendo in quei luoghi diversi viaggi. Al suo ritorno in Palestina re Erode Agrippa per far piacere agli Ebrei di Gerusalemme lo fece decapitare. I suoi fedeli, raccolto il corpo, lo trasportarono con una nave nei luoghi della predicazione per seppellirlo su di un altopiano della Galizia. Si perse traccia del sepolcro per secoli finchè nell’anno 813 l’eremita Pelagio vide per diversi giorni brillare delle luci su di un tumulo. Una notte infine gli apparve in sogno San Giacomo che gli rivelò la sua tomba. L’abate rimossa la terra che nei secoli si era stratificata trovò il sepolcro del santo e ne diede notizia al papa e ai principali sovrani cattolici dell’epoca.
Subito dopo la scoperta del sepolcro incominciarono i pellegri-naggi e i pellegrini confluivano da ogni parte d’Europa. La Via Lattea indicava il cammino da seguire ed in alcuni momenti il flusso fu davvero imponente. E’ un itinerario dove fede, arte, religiosità popolare, letteratura, tradizioni, leggende e vicende storiche si mescolano facendone uno dei pilastri della civiltà europea. Goethe esprime questo concetto con una felice espressione: “L’Europa è nata in pellegrinaggio a Compostella e la sua lingua materna è il cristianesimo”. Santiago conserva le spoglie mortali dell’Apostolo San Giacomo il Maggiore (fratello di Giovanni, figlio di Zebedeo) che secondo la tradizione evangelizzò la Penisola Iberica dall’Andalusia fino alla celtica Galizia e Finisterre. Tornato poi a Gerusalemme fu decapitato da Erode Agrippa e le sue spoglie furono portate dai suoi discepoli in Galizia e seppellite ad Iria Flavia.
Si sviluppa un movimento religioso, anche per contrastare l’invadenza dei Mori, e il pellegrinaggio che porta gente da tutta Europa fa di Santiago una delle città sante del cristianesimo accanto a Roma e Gerusalemme. I monaci di Cluny, i re di Spagna, i Pontefici ed alcuni illustri personaggi faranno del pellegrinaggio a Santiago uno dei cardini religiosi più importanti dell’Europa cristiana. L’XI secolo fu un’epoca di grande intensità spirituale e di entusiasmo religioso che trovarono espressione anche nel pellegrinaggio in genere e nel “Cammino di Santiago” che, nel tempo di pace all’inizio del secondo millennio, il declino del califfato di Cordova e la forza del regno di Navarra rendevano possibile. Dilagò il fervore spirituale e la gente si mise in cammino così che risorsero e si moltiplicarono a vista d’occhio monasteri ed ospedali ma soprattutto si costruirono ovunque tante chiese che col loro campanile facevano da punto di riferimento.
I fedeli in effetti non soltanto abbellirono quasi tutte le cattedrali e le chiese dei monasteri dedicate ai diversi santi ma anche le piccole cappelle situate nei villaggi. Era come se il mondo si volesse spogliare dei suoi vecchi stracci per indossare una luminosa e candida veste di chiese”. Questa veste indossa ancora oggi il Cammino verso Santiago lungo il quale ad ogni chiesa ne succede un’altra e un’altra ancora……..come preghiere di pietra disposte a rosario.
L’Anno Santo Compostellano si celebra ogni volta che la festa di San Giacomo al 25 luglio capita in domenica e quindi ogni 5, 6, e 6/11 anni. Gli ultimi due giubilei (con relativa apertura della Porta Santa) si sono celebrati nel 1993 e nel 1999. Il prossimo sarà nel 2004. |
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